Quando Sylvester Stallone fece sparring con Roberto Durán sul set di Rocky 2
Sylvester Stallone ha imparato la differenza tra un attore ed un vero pugile sul set di Rocky 2 contro il campione panamense Roberto Durán (ed in seguito contro il gigantesco Dolph Lundgren).
Quando Sylvester Stallone fece sparring con Roberto Durán sul set di Rocky 2
A Sylvester Stallone va riconosciuto il merito di aver ispirato una intera generazione di pugili, facendoli emozionare davanti al teleschermo e magari convincendoli ad indossare i guantoni e cominciare ad allenarsi.
Ovviamente la cinepresa porta a dinamiche completamente diverse da quelle che un vero pugile vive sul ring ed in palestra: ciònonostante Sly ha sempre cercato di miscelare il gesto scenico con una certa dose di realismo, cercando di capire come funzionassero la mente ed il corpo di un vero pugile.
Qualche volta questa ricerca di realismo l'ha portato a fare i conti con la dura realtà: se ne è accorto la prima volta quando ha chiesto di essere filmato durante uno sparring con l'ex campione del mondo Roberto Durán, da tutti conosciuto come "Manos de piedra" per un valido motivo.
Sul set di Rocky 2 Stallone ha chiesto la partecipazione del campione, in una scena dove Rocky si prepara al rematch contro Apollo Creed, con il fido Mickey all'angolo.
Nella pellicola si vede chiaramente Stallone arrancare tentando di colpire un imprendibile Durán, che gli girava intorno tagliando gli angoli senza che il bravo attore ci capisse nulla, mentre veniva tempestato di colpi (al corpo, su richiesta dello stesso "Stallone Italiano", per evitare danni permanenti al viso che avrebbero potuto compromettere la sua carriera).
Durante il Festival dello Sport 2022 di Trento Durán ha subito smontato (pugilisticamente) il mito che ha fatto nascere la voglia di combattere ed avvicinato alla "nobile arte" tanti futuri fighter:
"Mi chiedeva di insegnargli qualcosa, ma era proprio negato per la boxe".

Stallone ricorderà poi:
"All'inizio ho pensato 'sarà una cosa molto interessante' perché sai, io ero un po' più alto, più pesante... poi ho capito la differenza tra un amatore ed un professionista esperto! Il modo in cui muoveva la testa, di pochissimo... era impossibile colpirlo! Quell'uomo mi avrebbe potuto demolire. Mettiamola così: se fosse stato un vero match, sarebbe durato 11 secondi, incluso il conteggio".
Quando nel 2014 a Stallone è stato chiesto se volesse fare sparring contro l'ex campione del mondo Bernard Hopkins, risponderà così ai microfoni di TMZ: "No, grazie. Ho imparato la lezione con Durán".
Stallone non è nuovo al confronto con veri fighter: durante le riprese di Rocky IV ha chiesto al gigantesco Dolph Lundgren, che interpretava il pugile russo Ivan Drago, di colpirlo quanto più forte potesse, sempre per esigenze di "realismo cinematografico".
La richiesta si rivelò un errore madornale di calcolo: Lundgren, cintura nera quarto dan di Karate Kyokushikai, campione europeo 1980-81 ed australiano nel 1982, colpì Stallone così forte che lo fece finire in terapia intensiva mandandogli il cuore in fibrillazione ventricolare.
"È stato come essere investiti da un autocarro" ricorderà l'attore. "L'assicurazione non voleva pagare perché erano convinti che fossi realmente stato coinvolto in un incidente autostradale, visti i danni".
E probabilmente queste due esperienze sono bastate a Sly per capire la differenza tra un attore ed un vero fighter: a ognuno il suo mondo.