Mike Tyson vs Jake Paul: sale l'hype, tra critiche e dubbi per il controverso match di pugilato
Sale l'hype e fioccano le critiche sui social per l'imminente match di pugilato tra Mike Tyson, leggenda della boxe, e Jake Paul, ex youtuber convertito a fighter.
Mike Tyson vs Jake Paul: sale l'hype, tra critiche e dubbi per il controverso match di pugilato
Mike Tyson sta pubblicando video dei suoi allenamenti in preparazione per il combattimento contro Jake Paul e pare in formissima: dalle immagini sui social, parrebbe che Paul non abbia scampo. Tuttavia secondo alcune voci questi video non rifletterebbero la reale condizione fisica dell'ex campione dei pesi massimi di pugilato ed in molti sono preoccupati per la sua salute.
Il 20 luglio 2024 Mike Tyson, 58 anni, e Jake Paul, 27 anni, si affronteranno sul ring all'AT&T Stadium di Arlington, Texas in un incontro trasmesso da Netflix, in un match-evento che fa drizzare i peli sulla nuca agli appassionati della nobile arte: nondimeno, si tratta di un evento che sta già generando una quantità incredibile di hype e probabilmente, grazie anche al supporto della nota piattaforma di streaming, consentirà a entrambi di guadagnare cifre stratosferiche.
Incredibilmente il match potrebbe essere autorizzato come professionale: la Texas Commission avrà l'ultima parola sulla faccenda. Il mondo della boxe si aspetta una esibizione, presumibilmente con un verdetto scontato (pari): ma se si trattasse di un match professionistico le possibilità di KO e di un combattimento duro sarebbero notevolmente aumentate.
"È pazzesco pensare che nel mio secondo incontro da professionista sono diventato virale per aver eliminato Nate Robinson nell'undercard di Mike Tyson" ha detto Jake Paul. "Ora, meno di quattro anni dopo, mi faccio avanti per affrontare Tyson in persona. Il mio obiettivo è diventare un campione del mondo e ora ho la possibilità di mettermi alla prova contro il più grande campione dei pesi massimi di sempre, l'uomo più cattivo del pianeta".
I bookmakers danno Paul nettamente favorito, ma alcune simulazioni al computer mostrano Tyson vincente: nonostante i dubbi legati all'età, la potenza e la ferocia di Tyson non sono ancora motivo di discussione.
Iron Mike, dopo il grande exploit degli anni '90 dove era considerato imbattibile e terrorizzava i ring di tutto il mondo, ha conosciuto la caduta con la galera e gli eccessi, per poi rinascere umanamente e come businessman tra controversie e racconti del tempo che fu, complice anche un po' di saggezza dovuta all'età, che unita alla barba bianca contribuisce a rigenerarne l'immagine pubblica.
All'epoca Mike Tyson ha ammassato una fortuna pari a quasi 430 milioni dell'epoca, paragonabili a 700 milioni di dollari odierni aggiustati all'inflazione, per poi finire in bancarotta e ricostruire il suo patrimonio grazie a sponsorizzazioni e partecipazioni ad eventi. Secondo alcune voci il suo patrimonio attuale ammonta a una decina di milioni di dollari: cifra che sicuramente impallidisce rispetto a quelle dei tempi che furono, ma comunque di tutto rispetto. Secondo alcune indiscrezioni Tyson dovrebbe guadagnare circa 20 milioni da questo incontro mentre non è ancora chiara la cifra che potrebbe prendere Paul.
Nonostante le critiche per la grande differenza d'età, Tyson sembra ancora in ottima forma nei reel pubblicati su Instagram: tuttavia qualcuno, come l'ex fighter UFC Chael Sonnen, sostiene che questi video siano "manipolati" e Tyson abbia fatto solo finta di allenarsi, usando acqua per simulare il sudore e tenendosi "fresco" per le riprese di poche azioni esplosive.
Potrà Jake Paul, relativamente nuovo al mondo del pugilato, confrontarsi dall'alto dei suoi 185 cm ed i suoi 75 kg, far valere la freschezza dei suoi 27 anni e non soccombere sotto i colpi dell'ex "uomo più cattivo del pianeta"?
Mike Tyson è alto 178 cm e pesa quasi un quintale (di muscoli) e dalla sua ha ferocia, tecnica, conoscenza del quadrato, esperienza da vendere. Di contro, a 58 anni, nonostante la genetica sia dalla sua parte, le chances di imporsi su un avversario più giovane si riducono notevolmente.
E compare anche la voce di un luminare a mettere in guardia Tyson. Stephen Hughes, docente di medicina della Anglia Ruskin University di Chelmsford (Inghilterra), tenta pubblicamente di farlo desistere dall'impresa:
"Se a 58 anni accettassi un incontro di boxe con una persona che ha la metà dei miei anni, susciterei molto allarme. Le mie figlie sarebbero scoppiate in lacrime, la mia compagna avrebbe detto parole forti e i miei studenti avrebbero avuto la conferma definitiva che avevo perso la testa. (...) Ricevere colpi ripetuti al corpo può stancare un pugile, e un gancio ben mirato al fegato può causare un ‘knockout tecnico', ma l'obiettivo principale è la testa. (...) I pugili sono sempre alla ricerca del colpo del KO e questo accade solo se colpisci la testa. Tuttavia la testa subisce molti colpi violenti prima di arrivare ad un KO, sempre che venga ottenuto. Molti pugili riescono a combattere fino alla fine, si può durare da quattro a dodici round, ciascuno della durata di tre minuti. Allora quali sono i potenziali effetti di tutto questo trauma cranico?".
Nakisa Bidarian della Most Valuable Promotions, business partner di Jake Paul, ha confermato che i due pugili non combatteranno con il caschetto.
"Gli effetti immediati possono essere minimi" continua Hughes, "il pugile potrebbe semplicemente riprendersi. Ma in alcune occasioni gli effetti possono essere devastanti: può verificarsi un ematoma subdurale. In questa condizione le forze di taglio causano la rottura delle vene a ponte tra il cervello e i vasi sanguigni all’interno delle meningi. Il sanguinamento da queste vene lacerate provoca un grumo di sangue che preme sul cervello. Questo causa confusione, perdita di coscienza, disabilità neurologica e, in alcuni casi, morte".
"Nelle persone anziane, il cervello tende a perdere volume. Questo allunga le vene a ponte e le rende più vulnerabili alla rottura. È noto inoltre che l'alcolismo accelera il restringimento del cervello e sembra che Tyson abbia questo fattore di rischio in passato. Ricordo un mio paziente, un pugile che aveva subìto un ematoma subdurale e soffriva di disabilità fisica e di una terribile depressione. Questi erano effetti permanenti devastanti" prosegue il luminare. "Le forze di taglio sul cervello causano lesioni ai neuroni, ovvero le cellule cerebrali. Le fibre nervose possono essere danneggiate e questo può portare a effetti che possono essere piuttosto significativi. Questo cosiddetto ‘danno assonale diffuso' è cumulativo nel tempo e può portare alla perdita precoce della funzione cognitiva. Questo è noto come demenza pugilistica o encefalopatia traumatica cronica (CTE)".

I fan irriducibili di Tyson non vedono come il loro mito, idolo di almeno tre generazioni ed icona intramontabile della nobile arte negli anni '80 e '90, possa essere battuto da uno Youtuber: la cosa viene considerata da loro impossibile ed inaccettabile.
Comunque vada, speriamo di vedere un match di qualità (cosa abbastanza improbabile) e speriamo che nessuno si faccia male sul serio.