Shakur Stevenson annuncia il ritiro dal pugilato dopo soli 7 anni di carriera
Shakur Stevenson ha formalmente annunciato il suo ritiro dal pugilato professionistico su Twitter dopo soli 7 anni ed una folgorante carriera, lasciando stupiti ed amareggiati i fan che si chiedono se sia vero o solo un metodo per rilanciarsi sul mercato.
Shakur Stevenson annuncia il ritiro dal pugilato dopo soli 7 anni di carriera
Con una mossa che ha sorpreso il mondo del pugilato, Shakur Stevenson ha formalmente concluso la sua promettente carriera pugilistica lunga sette anni, proclamando il suo addio al ring su Twitter, nonostante abbia raggiunto le vette di tre titoli mondiali in tre categorie di peso diverse.
Nonostante Shakur (imbattuto con un record di 21-0 e 10 KO) non abbia esplicitato le ragioni dietro questa scelta inaspettata, si sospetta che la decisione della WBO di organizzare un match tra l'ex campione del mondo Emanuel Navarrete e il carismatico Denys Berinchyk per il titolo vacante dei 135 libbre, abbandonato di recente da Devin Haney, abbia giocato un ruolo chiave nel suo ritiro.

Era noto che Stevenson avesse nel mirino il meno quotato Navarrete, dopo essere stato trascurato da Vasily Lomachenko e aver visto Frank Martin ritirarsi dall'idea di un confronto sul ring.
Tra gli appassionati di boxe si è comunque diffuso un certo malcontento: molti ritengono che la frustrazione di Shakur derivi dall'incapacità di sfidare i nomi più grandi della categoria dei leggeri. La sua fama di "runner", ossia di pugile elusivo e difficile da colpire, sembra essere la ragione principale per cui viene evitato.
Nell'ultimo incontro di Stevenson, durante le Olimpiadi USA del 2020 contro Edwin De Los Santos a novembre, il suo stile di combattimento era caratterizzato da un continuo arretramento, mischiato ad una certa esitazione e timore. Questo atteggiamento ha scatenato la disapprovazione del pubblico a partire dal quarto round, con fischi e critiche anche durante l'intervista post-match.
Da quel momento Shakur non ha avuto successo nel convincere i grandi nomi della boxe a sfidarlo, per un motivo molto semplice: nessuno vuole essere costretto a inseguire un pugile con doti da sprinter.
Nel caso Shakur decidesse di ritornare dal ritiro, dovrebbe considerare alcune mosse strategiche per rilanciare la sua carriera: adottare uno stile di combattimento più statico e meno evasivo, innanzitutto. Poi salire di categoria, passando ai pesi 140 o 147, dato che ha già esaurito le sue opportunità nei 135. Infine confrontarsi con avversari come Subriel Matias e Jaron 'Boots' Ennis.
Se ipotizziamo che Stevenson mantenga la sua decisione di ritirarsi, questo apre le porte a Raymond Muratalla come aspirante al titolo WBC dei pesi leggeri. Senza nulla togliere a Shakur, Muratalla offre uno spettacolo ben più entusiasmante sul ring rispetto a Stevenson e porta una ventata di freschezza nella categoria delle 135 libbre come campione WBC. A differenza di Stevenson, Muratalla non evita lo scontro diretto e sul ring mischia sapientemente il pugilato con lo spettacolo.
E che cosa vuole il pubblico di più se non un buon pugile con grandi doti di intrattenitore?
Anche il terzo in lista, William Zepeda (29-0, 25 KO), potrebbe essere in lista per un supermatch contro Maxi Hughes (26-6-2, 5 KO) per la cintura dei pesi leggeri WBC il 16 marzo a Las Vegas.
In tanti si stanno chiedendo a che gioco stia giocando Shakur: sarebbe meglio stesse più attento, perché la corda, quando la si tira troppo, si può anche spezzare.





