Pereira perde ai punti contro Ankalaev ad UFC 313
Alex Pereira scende dal trono e lascia la cintura UFC dei mediomassimi a Magomed Ankalaev, interrompendo così la scia di 5 vittorie del brasiliano, imbattuto dallo scontro con Adesanya nel 2023.
Pereira perde ai punti contro Ankalaev ad UFC 313
Ieri sera, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, Alex “Poatan” Pereira ha tentato di difendere il titolo UFC dei pesi mediomassimi contro il pericoloso sfidante Magomed Ankalaev. Dopo cinque round di elevata intensità, Ankalaev, entrato in gabbia come underdog, si è imposto ai punti, strappando la cintura al campione.
Pereira arrivava al match come campione dei pesi medi e con un record costellato da vittorie ottenute grazie al suo striking di altissimo livello, ereditato dal suo passato nella kickboxing. Ankalaev, invece, si presentava con una reputazione temibile per la sua versatilità, in grado di mettere in difficoltà gli avversari sia sul piano dello striking sia in quello della lotta, ma secondo molti senza reali possibilità di battere il campione. I due avevano mostrato grande fiducia nelle dichiarazioni pre-match, lasciando intendere che non avrebbero risparmiato energie pur di imporre il proprio stile.
Nel primo round, Pereira ha cercato di impostare il ritmo con i suoi calci bassi e i diretti al volto, volti a scoraggiare l’avanzata di Ankalaev. Il russo, tuttavia, non si è fatto intimorire e già dal secondo round ha iniziato a pressare con più convinzione, minacciando costantemente il takedown. L’inerzia del match è cambiata a più riprese: mentre Pereira colpiva con decisione, Ankalaev rispondeva con transizioni imprevedibili e fasi di clinch che rompevano il ritmo del brasiliano.
Verso la metà dell’incontro, i due fighter hanno iniziato a rallentare il ritmo, ma la tensione era alle stelle. Gli allenatori di Pereira gli hanno chiesto di mantenere la distanza e continuare a sfruttare il jab, mentre l'angolo di Ankalaev lo spronava a stringere i tempi e a cercare un varco per portare l’ex campione a terra. Tra il terzo e il quarto round, il match ha vissuto alcuni scambi alla corta che hanno infiammato il pubblico, con Pereira a segno al viso e Ankalaev che ha replicato con combinazioni meno esplosive ma molto precise.
Il quinto round è quindi risultato decisivo, complice anche la stanchezza che iniziava a pesare su entrambi. Pereira ha provato il tutto per tutto, spingendosi in avanti nella speranza di un colpo risolutivo, ma Ankalaev ha mostrato grande solidità difensiva, rispondendo con un timing efficace e mettendo a segno colpi importanti nelle fasi di contrattacco. Alla fine i cartellini dei giudici hanno decretato la vittoria di Ankalaev per decisione unanime, seppur con margini di punteggio non troppo ampi.
Nel post-match, il coach di Pereira si è detto deluso per non essere riuscito a far rispettare fino in fondo il piano gara basato sull’allungo e sullo striking costante.
Dall’altra parte, l’entourage di Ankalaev ha espresso grande soddisfazione per aver tolto al brasiliano i punti di riferimento, spezzandone il ritmo e portandolo a combattere su terreni meno favorevoli. Dana White ha commentato che il match era stato “una dimostrazione di altissimo livello tecnico e fisico, degno di un main event per il titolo” e si è mostrato possibilista per un rematch.
Nei prossimi mesi Pereira potrebbe decidere di riorganizzare il suo camp per studiare nuove soluzioni, magari lavorando in maniera ancora più approfondita sul grappling e sul wrestling difensivo, mentre Ankalaev, forte del nuovo status da campione, potrebbe vedersi proposto un rematch immediato o un’altra sfida di alto profilo per confermare la sua supremazia. Nel frattempo si gode la meritata vittoria.