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"Ho sentito la sua mandibola rompersi": Opetaia si impone per KO su Squeo

Opetaia batte Squeo per KO tecnico al quinto round in Australia nel mondiale IBF cruiser: match a senso unico, ma grande onore per il pugile italiano.

"Ho sentito la sua mandibola rompersi": Opetaia si impone per KO su Squeo

"Ho sentito la sua mandibola rompersi": Opetaia si impone per KO su Squeo

La sera dell’8 giugno 2025, presso il Gold Coast Convention and Exhibition Centre di Broadbeach, in Australia, si è disputato l’incontro valido per il titolo mondiale IBF dei pesi massimi leggeri tra il campione in carica Jai Opetaia e lo sfidante italiano Claudio Squeo. Il match, atteso con curiosità soprattutto dagli appassionati italiani, si è concluso con una netta vittoria di Opetaia per KO tecnico alla quinta ripresa, al termine di una prestazione dominata sin dai primi scambi. Squeo ha provato a resistere, ma l’intensità e la precisione del pugile di casa hanno avuto la meglio. Il verdetto ha rafforzato la posizione di Opetaia tra i migliori al mondo, mentre per Squeo si è trattato di un debutto amaro sul palcoscenico internazionale.

Claudio Squeo, 31 anni, pugliese di Molfetta, arrivava all’appuntamento mondiale con un record immacolato di 17 vittorie su 17 incontri, ma senza esperienze fuori dai confini italiani e contro avversari di livello mondiale. Il match contro Opetaia rappresentava una grande occasione, ma anche un salto qualitativo enorme. Di fronte a lui c’era uno dei talenti più brillanti della categoria, Jai Opetaia, imbattuto in 27 incontri con 21 KO, già campione IBF e Ring Magazine, noto per il suo stile aggressivo e la capacità di combinare potenza e mobilità. Reduce da una vittoria contro Mairis Briedis e intenzionato a unificare le cinture, Opetaia considerava il match con Squeo un passaggio obbligato ma non privo di insidie.

Nei giorni precedenti al match, Opetaia aveva sottolineato il potenziale rischio nel sottovalutare lo sfidante: "Tipi come lui non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare… Sul palco si sentiva un po’ nervoso, ma una volta suona il gong, quei tipi nervosi diventano pericolosi". Parole che indicavano un approccio prudente, almeno sulla carta. Ma Opetaia aveva anche chiarito che il suo vero obiettivo era altrove: "Sto inseguendo Zurdo. Ho gli occhi fissi su quei match di unificazione. I migliori dovrebbero affrontare i migliori". Anche dopo il match, il campione australiano ha confermato le sue intenzioni: "Ero solo di fretta… Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Abbiamo ancora tanta strada da fare. Sto inseguendo quei match di unificazione e quei campioni del mondo".

Il match ha avuto fin dalle prime battute un andamento a senso unico. Opetaia ha iniziato con il piede sull’acceleratore, lavorando con combinazioni rapide e cercando costantemente di rompere la guardia di Squeo. L’italiano ha provato a rimanere lucido, ma la differenza di velocità e tempismo è apparsa evidente. Già nel secondo round alcuni colpi puliti a segno avevano iniziato a incrinare la difesa dello sfidante. Squeo ha mostrato coraggio e resistenza, ma poco dopo la metà del quinto round un gancio destro preciso di Opetaia ha colpito la mascella dell’italiano in pieno, mettendolo in grave difficoltà. L’arbitro è intervenuto per fermare l’incontro, decretando il KO tecnico. Il colpo avrebbe infatti causato una frattura alla mandibola di Squeo, che è stato immediatamente soccorso dallo staff medico e trasportato in ospedale per accertamenti.

In un’intervista post-match, Opetaia ha dichiarato: "Sì, l’ho sentito. Ho sentito lo schiocco. Ho sentito il colpo rompere la mascella. Ho pensato: ‘povero bastardo’… Ci sono passato anch’io". Opetaia ha poi molto sportivamente dato mandato a tutto il team di prendersi cura del pugile italiano.

Claudio Squeo in ospedale dopo il match contro Opetaia
Claudio Squeo in ospedale dopo il match contro Opetaia

"Siete in tantissimi a scrivermi per sapere delle mie condizioni. Poco fa sono uscito dalla sala operatoria,per ripristinare la due fratture che ho subito alla mandibola nel match. L'intervento è andato benissimo. Sto bene!
Tutto ciò è stato possibile grazie al Team di @jaiopetaia che mi sta trattando come un fratello. MI hanno portato da Shannon Webber,il miglior chirurgo che si trova in Australia. Un ringraziamento speciale va alla @tasmanfighters perché mi sta trattando come uno di famiglia. Ho saputo che @jaiopetaia subito dopo il match si è preoccupato delle mie condizioni e ha detto al suo team di prendersi cura di me in tutti i modi. Questo ci fa capire chi è @jaiopetaia oltre che un fenomeno come pugile,un vero uomo, dotato di grande sensibilità e cuore.
Oltre alla stima, il team di @jaiopetaia, @drinkocea @jmd0311 @tarekbarhoun @maorinumerologist mi sono entrati nel cuore e li vorrò per sempre un bene immenso. Domani scriverò le mie considerazioni, idee,sensazioni e quello che ho vissuto in questi indimenticabili giorni che mi hanno fatto crescere e cambiato la vita.
"

Il commento degli esperti è stato pressoché unanime. Per il giornalista Elliot Worsell, Squeo "è arrivato impreparato e inesperto", sottolineando la differenza di esperienza tra i due. L’assessore allo Sport del Comune di Molfetta, Vincenzo Spadavecchia, ha però voluto rimarcare l’orgoglio cittadino per il coraggio dimostrato dal pugile italiano: "Claudio ha reso onore a Molfetta e all’Italia intera. È sceso sul ring con un campione e ha combattuto con dignità". Anche il pubblico australiano ha riservato un lungo applauso a Squeo al momento dell’interruzione, riconoscendo la sua tenacia e il valore simbolico della sfida.

Per Jai Opetaia, il futuro prossimo è chiaramente orientato verso un match di unificazione con GilbertoZurdoRamirez, detentore della cintura WBA. Il suo manager Mick Francis ha confermato che "la cintura WBA è quella che Jai vuole. È nel suo cuore. Vuole vincerla per suo nonno". Lo stesso Opetaia, a fine match, ha rilanciato: "Il prossimo incontro è con Zurdo Ramirez. Ha fatto il mio nome… quindi facciamolo". Tra le opzioni sul tavolo, si parla già di un possibile evento nella stagione di Riyadh o in undercard al super match tra Alvarez e Crawford.

Per Claudio Squeo, il KO rappresenta un duro colpo, ma anche un’esperienza preziosa. Affrontare un top mondiale in trasferta, con una preparazione limitata a match locali, è un passo che solo pochi italiani negli ultimi anni hanno avuto il coraggio di compiere. Se riuscirà a recuperare completamente e a rimettersi in gioco, questa sconfitta potrebbe diventare un punto di partenza. Servirà tempo, ma anche consapevolezza del livello da raggiungere per competere tra i grandi.

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