Collar-and-elbow
Collar-and-elbow Lo stile di lotta denominato Collar-and-elbow (in Irlandese "Coiléar agus Uille" o "Brollaidheacht") è uno stile di lotta nato in Irlanda, caratterizzato dall'utilizzo di una giacca tipica durante il combattimento. È stato praticato in varie zone del mondo con un...
Collar-and-elbow
Lo stile di lotta denominato Collar-and-elbow (in Irlandese "Coiléar agus Uille" o "Brollaidheacht") è uno stile di lotta nato in Irlanda, caratterizzato dall'utilizzo di una giacca tipica durante il combattimento. È stato praticato in varie zone del mondo con una forte componente etnica irlandese conseguente alla diaspora dall'isola nordeuropea, come gli Stati Uniti e l'Australia. Recentemente gode di una rinnovata attenzione grazie a campionati organizzati da neonate federazioni che ne ripropongono tecniche e regolamenti aggiornati. La lotta come sport da combattimento era presente in Irlanda dal secondo millennio prima di Cristo, inserita all'interno delle numerose competizioni presenti ai Tailteann Games, che si tenevano ogni anno. L'eroe mitologico Cú Chulainn ha dimostrato le sue prodezze sia nell'hurling che nella lotta, ed i miti parlano della sua furia quando uno spettro ha insinuato che le sue capacità di lottatore fossero alquanto esagerate. Sulla Market High Cross of Kells e nelle rovine di una chiesa a Kilteel sono state trovate delle incisioni di figure che stanno lottando in clinch, entrambe datate al nono secolo prima di Cristo. É noto che i match di lotta erano inseriti per intrattenimento durante le fiere cittadine fino almeno al 1800. Le lotte erano spesso parecchio violente ed i partecipanti si infortunavano frequentemente, qualche volta addirittura in maniera grave o permanente. In un match tra tale Thomas Costello (conosciuto in zona come "Tumaus Loidher", "Thomas il Forte") ed un campione sconosciuto, Costello ha stretto i vestiti dell'avversario con tale potenza da rompergli la spina dorsale. Non c'era quasi moderazione di tali aspetti violenti della lotta, tantomeno sotto il profilo legale: lo storico Edward MacLysaght ha specificato che in situazioni come quella di Costello non c'era il timore di una sanzione economica per aver arrecato danno permanente all'avversario, mentre al contrario c'era la possibilità di diventare acclamato come 'eroe popolare' dalla folla. Le testimonianze di questi primi match di lotta irlandese raccontano tutti di tecniche di presa differenti applicate dai combattenti: dall'aggrapparsi a qualsiasi arto disponibile al tempo di Cúchulainn, ad un clinch stile scozzese (Scottish Backhold) nelle incisioni di Kells e Kilteel, ad entrambe le mani che stringono la cintura nel famoso match tra Costello ed il suo avversario dal destino infausto. Tuttavia dal diciottesimo secolo prese piede l'abitudine di aggrapparsi con la mano destra al collare dell'avversario, mentre la sinistra si aggrappava alla manica sinistra della giacca, all'altezza del gomito. Questa presa diventerà dominante e sarà alla base dei match irlandesi da lì in avanti ed ha un parallelismo con alcune prese della Muay Thai e di alcuni stili di lotta in piedi. Da qui in avanti prenderà il nome di "Collar-and-elbow", "Colletto e gomito".
Due lottatori di Collar-and-elbow del 1880[/caption]
Nel diciannovesimo secolo il "Collar-and-elbow" diventerà una delle pratiche sportive più diffuse in Irlanda, considerato "lo sport per eccellenza della popolazione maschile dalla gioventù alla maturità". I match si tenevano tra campioni locali e sfidanti della zona e potevano attirare, nel caso di combattenti ben conosciuti e dalla tecnica avanzata, anche migliaia di spettatori dalle contee vicine.
Anche se ci si riferiva principalmente alla disciplina con il suo nome inglese, il "Collar-and-elbow" aveva due nomi in irlandese: "Coiléar agus Uille" (una traduzione letterale di "Collar-and-elbow") e "brollaidheacht", che derivava dalla parola utilizzata per la parte frontale di una maglia ("brollach léine") e di conseguenza "brollaidheacht" può essere tradotto come "presa al collo".
Nel Collar-and-elbow la vittoria era determinata da una "caduta", definizione che variava da contea a contea. Nel Kildare un lottatore veniva dichiarato vincitore se faceva toccare terra all'avversario con una qualsiasi parte del corpo sopra le ginocchia, mentre a Dublino era richiesto fare toccare terra con almeno tre punti del corpo (solitamente entrambe le spalle e un'anca, oppure le anche ed una spalla).
Una differenza significativa tra il Collar-and-elbow praticato in Irlanda e quello praticato negli Stati Uniti era che in Irlanda il calcio alle tibie era normalmente permesso. Questo, unito al fatto che molti partecipanti vestivano pesanti stivali da lavoro, ha aumentato significativamente il livello ed il numero degli infortuni tra i lottatori irlandesi rispetto alla loro controparte statunitense. Le tibie erano frequentemente rovinate e le ferite erano spesso gravi e profonde dopo un match, talvolta anche addirittura rotte.
Gli ammiratori di questo stile "duro" in ogni caso ammiravano la sua "eminentemente scientifica e pittoresca virtù": in particolare era apprezzato, rispetto ad altri tipi di lotta più "grezzi", l'assenza di "cariche come un toro", "placcaggi volanti" ed altre "volgarità acrobatiche". Il Collar-and-elbow incoraggiava i partecipanti a sviluppare destrezza, equilibrio, sistemi di leve unitamente alla forza, il che consentiva di vincere grazie alla tecnica invece che alla mera forza bruta.
Man mano che aumentavano le ondate di immigrazione dall'Irlanda verso gli Stati Uniti tra diciassettesimo e diciannovesimo secolo, al contempo si diffondevano le tradizioni culturali irlandesi che gli emigrati portavano con essi, inclusi gli stili di lotta. Il New England, in particolare il Vermont, è diventata la roccaforte del Collar-and-elbow dopo la sua introduzione da parte degli immigrati, prevalentemente da County Kildare. Durante la Guerra Civile Statunitense, i reggimenti del Vermont hanno introdotto il combattimento Collar-and-elbow nell'Armata del Potomac: in questa maniera il Collar-and-elbow ha acquisito immensa popolarità tra gli uomini di altre regioni degli Stati Uniti che non ne avevano mai sentito parlare. Quando la guerra civile finì, il Collar-and-elbow è emerso come uno dei principali sistemi di lotta sotto le cui regole venivano effettuati i combattimenti in tutta la nazione.
I match attraevano folle enormi da tutta la nazione e venivano offerte delle borse di varie migliaia di dollari per i campionati. Il Vermont è restato in cima ai luoghi chiave per il Collar-and-elbow anche grazie a due campioni dell'ottocento provenienti da Franklin County, Henry Moses Dufur e John McMahon. I praticanti di Collar-and-elbow venivano comunemente chiamati "scufflers"("rissaioli"), talvolta "trippers" ("viandanti"), in riferimento ai giochi di gambe tipici delle loro tecniche di combattimento. Il Collar-and-elbow stesso veniva chiamato talvolta "scuffling" o "a scuffling bee".
Tecniche di gamba nel Collar-and-elbow in una rappresentazione di un match in Irlanda, 1878[/caption]
Le regole del Collar-and-elbow
Inizialmente il Collar-and-elbow non prevedeva regole né in Irlanda né negli Stati Uniti: spesso le regole venivano decise lì per lì o improvvisate durante il match. Un primo tentativo di standardizzare le regole delle competizioni è stato fatto in occasione di un torneo tenutosi a St. Albans, in Vermont, nel 1856. Il torneo tuttavia è stato cancellato all'ultimo a causa di una epidemia in zona e non c'è nessuna traccia delle regole proposte. Sarebbero dovuti passare vent'anni prima che un primo set di regole potesse venire accettato e pubblicato: si trattava delle regole scritte dal leggendario campione di Collar-and-elbow Henry Moses Dufur e sono state quindi denominate "Dufur Rules". In tali regole spiccava la definizione di una divisa ufficiale composta da una giacca robusta e la messa al bando degli stivali pesanti dei match primitivi.
Le Dufur Rules sono state seguite a breve dalle Ed James Rules, pubblicate come parte di un manuale di regole sportive generali del 1873. Erano molto simili alle Dufur Rules e specificavano in maniera chiara le condizioni per la vittoria: un lottatore doveva proiettare l'avversario sulla schiena piatta (concetto simile all'Ippon dello Judo). Le Ed James Rules sarebbero servite come lo standard de facto per la maggior parte dei match di Collar-and-elbow tenuti negli Stati Uniti durante il diciannovesimo secolo, periodo del suo massimo splendore.
Tra le regole si specificava:
- Gli uomini dovevano vestire una camicia di maglia ed un cappotto corto o una giacca, che non si estenda al di sotto dei fianchi, con colletto e gomiti robusti per consentire la presa dell'avversario e calzari di gomma leggera ai piedi
- Ogni uomo dovrà prendere il collare del suo avversario con la sua mano destra mentre la sinistra prenderà il gomito
- Entrambi gli uomini si affronteranno in piedi, a braccia sciolte, e combatteranno lealmente.
Giacche e imbracature
Nonostante ci siano tracce storiche di match dove i combattenti si affrontavano a torso nudo, soprattutto nelle aree rurali durante i mesi estivi, nella sua forma competitiva il Collar-and-elbow prevedeva che si indossasse una giacca o una camicia pesante che potesse essere tirata e utilizzata per proiettare l'avversario. Un simile requisito esisteva in altri stili di combattimento celtici come il Cornish Wrestling ed il Gouren bretone. Durante gli eventi di lotta a Dublino un metodo comune per iniziare un combattimento era quello di lasciare una giacca al centro del "ring" ed aspettare che uno sfidante entrasse e la indossasse. In Irlanda e nei primi tempi anche negli Stati Uniti non c'erano standard specifici per la resistenza o la lunghezza della giacca. Questo ha portato a dispute occasionali tra gli avversari quando una parte credeva che l'altra fosse avvantaggiata dai vestiti, come quella tra Padrick Cullen e Paddy Dunne. Dunne sosteneva che la giacca da ufficiale a cavallo presentasse una coda che impediva la corretta visuale delle gambe e rendeva più difficile difendersi dalle tecniche di Cullen. Alcuni match sono stati occasionalmente interrotti quando una giacca si è rotta o non poteva più sopportare le sollecitazioni della lotta. Le Dufur Rules del diciannovesimo secolo furono le prime a stabilire che ogni giacca utilizzata per il Collar-and-elbow dovesse essere "aderente, con cuciture resistenti". Questa prescrizione è stata copiata nelle Ed James Rules, che hanno aggiunto limiti alla lunghezza della giacca così da rendere visibili i giochi di gambe.
L'imbracatura utilizzata per il Collar-and-elbow in Canada e negli USA[/caption]
Successivamente è stata introdotta una apposita imbracatura in pelle come potenziale sostituto della giacca. L'invenzione di tale imbracatura è attribuita a Homer Lane, tre volte campione nazionale degli Stati Uniti di Collar-and-elbow. L'imbracatura è stata diffusa sia negli Stati Uniti che in Canada, ma in generale la maggioranza degli incontri di Collar-and-elbow si è continuata a tenere con le giacche resistenti usate in precedenza.
Tecniche
Poiché entrambe le mani dei combattenti erano ferme su colletto e gomito dell'avversario, il Collar-and-elbow ha sviluppato una particolare quantità di tecniche di gambe. Gli "scufflers" erano capaci di ruotare attorno all'avversario con fulminee combinazioni di spostamenti, colpetti, calci e spazzate nel tentativo di sbilanciarlo e farlo cadere a terra: qualche storico ha definito tale gioco di gambe come "footsparring". Un giornalista si è riferito ad esso come ad "un combattimento di pugilato con i piedi". Anche se le mani erano ferme nelle prese al collo ed al gomito, si era liberi di spingere, tirare e torcere l'avversario con le braccia ed ogni tipo di atterramento era consentito se veniva mantenuta tale presa. Uno dei takedown più spettacolari era il "flying mare", vicino alla tecnica chiamata ippon seoi nage nello Judo e con equivalenti sia nella lotta greco-romana che nel catch wrestling: tramite una proiezione l'avversario veniva caricato sulla propria schiena, mandato gambe all'aria e proiettato a terra sulla sua schiena. Alcuni studiosi hanno fatto notare che, poiché le mani dei combattenti di Collar-and-elbow erano fisse sulle prese, sarebbe stato impossibile prendere un arto dell'avversario con entrambe le mani, di conseguenza la proiezione sarebbe potuta essere più simile a quella del morote seoi nage dello Judo. Le seguenti tecniche sono state elencate in un dizionario di termini sportivi del 1900 pubblicato dall'Irish Department of Education ("An Roinn Oideachais"): a fianco sono riportate le similitudini con le tecniche affini dello Judo.- Caitheamh thar gualainn, flying mare
- Cor ailt, cor mughdhoirn (múrnáin), ankle throw (simile alla Sasae tsurikomi ashi)
- Cor coise, tripping throw
- Cor cromáin, hip throw
- Cor glúine, knee throw
- Cor ioscaide, back-knee trip (simile all'Osoto otoshi o all'Osoto gari)
- Cor sála, back-heel (simile al Kosoto gake)
- Cros-chor ailt (múrnáin), cross-ankle trip (simile al Tai otoshi)
- Cros-más, cross-buttock throw (simile all'Harai goshi)
- Glac-coise, leg-lock
- Glas coise, hank (simile all'Ōuchi gari)
- Lúbaim, hook
- Más, buttock throw (simile allo Tsurikomi goshi)
- Snaidim, click (simile al Kosoto gari)
- Tuisleadh, trip
Declino
Dall'inizio del ventesimo secolo il Collar-and-elbow è praticamente scomparso da tutta l'Irlanda. Lo storico locale John Ennis ne indicava le cause in un articolo comparso nella rivista Leinster Leader del 1907 : la Grande Fame, che ha ucciso oltre un milione di persone, l'esodo "innaturale" di un milione di persone che cercavano miglior vita, ed i "Coercion Acts" dell'epoca coloniale che impedivano i raggruppamenti di persone in spazi pubblici. La devastazione demografica e culturale unita alle oppressive restrizioni creavano un ambiente dove il Collar-and-elbow semplicemente non poteva essere praticato, scomparendo così dalla vita di tutti i giorni. Una concausa è stata anche la mancanza di una organizzazione sportiva indipendente e centralizzata che promuovesse tale disciplina di combattimento. Un libro pubblicato nel 1908 dal The National Council ("An Chomhairle Náisiúnta") conteneva la seguente nota riguardo il Collar-and-elbow e la pallamano: "nonostante questi passatempi siano stati parte della vita quotidiana gaelica sin dalla loro prima apparizione, nessuno di loro ha ottenuto un supporto ufficiale. Eppure entrambi sono giochi in cui i Gaelici hanno eccelso [...] Ed una così ampia area, così popolare e meritoria branca dell'atletica che avrebbe dovuto ricevere un riconoscimento nominale è stata solo un'altra istanza di quanto parziale e discontinuo sia stata la gestione degli affari atletici Gaelici". Sono stati fatti sforzi individuali per promuovere il Collar-and-elbow a Dublino nel 1906 ma si è trattato di iniziative spontanee ed isolate e lo sport è stato interamente omesso dai grandi eventi atletici organizzati dal governo nel periodo in cui aveva preso piede per breve tempo il revival dei Tailteann Games, tenutisi dopo la Guerra Civile Irlandese. Non esistono tracce di nessun evento di Collar-and-elbow in Irlanda dopo gli inizi del ventesimo secolo. Negli Stati Uniti la crescente popolarità di altri stili di lotta ome il catch wrestling e la lotta greco-romana ha portato alla graduale scomparsa del Collar-and-elbow. L'ultimo evento del campionato americano di Collar-and-elbow si è tenuto nel 1878, con Johm McMahon che ha battuto James H. McLoughlin per due atterramenti su tre. Nel 1890 il Collar-and-elbow era già definito uno "sport dei vecchi tempi" ed all'inizio del ventesimo secolo i giornali che parlavano degli eventi di lotta si riferivano ai "tempi passati quando il Collar-and-elbow era la regola". Nel suo libro del 1959 "Magnificent Scufflers", Charles Morrwo Wilson ha suggerito che nonostante la sua scomparsa come stile autonomo il Collar-and-elbow abbia continuato ad influenzare tecniche e strategie utilizzate nel Collegiate wrestling (conosciuto anche come folkstyle wrestling), praticato nei college e nelle università statunitensi. Nel libro sottolinea come "i giochi di piedi e gambe, iniziando con il movimento di piede, il blocco delle caviglie, il movimento della gamba avanzata fino al rollio dell'anca" siano "ovvie ma non deliberate citazioni dal Collar-and-elbow", attribuendole alle innovazioni tecniche introdotte dal coach Edward C. Gallagher dell'Oklahoma. Nessuno dei manuali scritti da Gallagher ("Amateur Wrestling", 1925 e "Wrestling", 1939) ha mai menzionato il Collar-and-elbow come disciplina: solo in un punto c'è un riferimento ad esso, utilizzando i termini "colletto e gomito" per definire una presa al collo con una mano sola.