Gli intoccabili: 13 fighter che sfidano le leggi della fisica
13 leggende degli sport da combattimento che hanno fatto della difesa un'arte, portando footwork, velocità, schivate ai massimi livelli
Gli intoccabili: 13 fighter che sfidano le leggi della fisica
Esistono vari tipi di fighter nel mondo degli sport da combattimento: ci sono gli stilisti ("out-fighter"), i picchiatori, gli "in-fighter" con la loro pressione continua, c'è chi preferisce un combattimento di rimessa ("counter-puncher") e via dicendo.
A prescindere dallo stile, alcuni tra i grandi del mondo della boxe, della kickboxing, della muay thai o delle MMA hanno sviluppato una tecnica evasiva sopraffina, spesso affinando doti innate tramite ore ed ore di allenamento.
Alcuni di loro sembrano sfidare le leggi della fisica ed hanno dato luogo a combattimenti leggendari dove hanno schivato combinazioni impossibili di colpi, spesso con movimenti millimetrici oppure "scomparendo" da davanti l'avversario e "riapparendo" dietro di lui, pronti a finirlo con un colpo risolutore da una angolazione inaspettata.
Tra footwork impossibili, schivate con il tronco parallelo al tappeto, spostamenti millimetrici e parate al limite della magia, ecco la nostra lista (arbitraria e sicuramente incompleta) di alcuni tra i più grandi fighter con i "sensi da ragno" che ci hanno fatto rimanere a bocca aperta per le loro azioni "impossibili" sul ring.
Muhammad Ali

Muhammad Ali è considerato "The Greatest", "Il più grande" non a caso. Ali ha rivoluzionato il pugilato danzando sul ring nonostante fosse un peso massimo e riuscendo a rientrare con colpi dal timing perfetto. La sua intelligenza dentro e fuori dal ring ne ha fatto un'icona di stile e la sua storia, costellata di vittorie sui più grandi dell'epoca, lo ha reso un monumento del pugilato. "Vola come una farfalla, pungi come un'ape" è una frase spesso a lui attribuita: e infatti i suoi movimenti erano aggraziati proprio come se stesse volando.
Il famoso "Ali shuffle" è un movimento iconico che in tanti hanno copiato ed integrato nel proprio stile. In un match a fine carriera, un Muhammad Ali già fuori forma e probabilmente con la malattia già latente nel suo corpo, è visto schivare qualcosa come 21 colpi tirati da un promettente Michael Dokes, futuro campione del mondo WBC. Un'altra sua frase storica passata alla storia è "He may hit hard, but what if he ain't got nothing to hit?" ("Può colpire forte, ma cosa succede se non ha niente da colpire?").
Lerdsila

Lerdsila è uno dei più grandi campioni di Muay Thai della storia: più volte campione del mondo sotto varie sigle (WMC, WBC, WLF, WPMF, WCK), tre volte campione del Rajadamnern Stadium, ha iniziato a combattere a soli 7 anni ed ha sviluppato il suo stile grazie alle tecniche imparate alla Jocky Gym, orientata ad un insegnamento incentrato su tecnica, velocità e schivate "impossibili".
Soprannominato "The Eel" ("L'anguilla") Lerdsila sostiene che più di vincere o perdere è interessato a divertirsi sul ring: spesso provoca gli avversari (sempre con rispetto), facendo loro perdere la concentrazione ed anticipando i loro colpi, neutralizzandoli con spazzate, schivate o blocchi. Famoso per il suo teep chirurgico e le sue schivate di testa millimetriche, Lerdsila ama inserire nel suo stile tecniche provenienti da altre discipline, come la boxe, il karate o il taekwondo, praticate sempre con un disarmante sorriso mentre scompare e riappare in punti diversi del ring.
Saenchai

Leggenda vivente della Muay Thai, Saenchai è considerato da molti il più grande fighter thailandese o perlomeno allo stesso livello di nomi come Samart Payakaroon, Dieselnoi e Sagat. Noto per il suo stile irriverente, ha travolto e battuto i più grandi del suo tempo, distinguendosi per le sue capacità tecniche inarrivabili. Dallo "scissor kick" al "cartweel kick" passando per una sorta di "shuffle" ripreso da Muhammad Ali, Saenchai fa sfoggio di tecnica sul ring più per abbattere psicologicamente l'avversario che per andare a segno con colpi finalizzanti (che comunque, puntualmente, arrivano dopo lo show).
Capace di schivate fulminee, Saenchai è arrivato a fine carriera con ben pochi traumi rispetto ai suoi colleghi grazie al suo stile elusivo. Non è raro vederlo concludere un clinch dando un bacio sulla guancia all'avversario dopo averne neutralizzato l'attacco, per poi "volare via" schivando gomitate e ginocchiate ed ottenendo un KO da angolazioni impossibili.
Vasily Lomachenko

Vasily Lomachenko è un pugile ucraino, più volte campione del mondo in tre categorie di peso differenti, già campione indiscusso, con un record impressionante di 396 vittorie ed una sconfitta da dilettante, 17 vittorie e 3 sconfitte da professionista. Lomachenko è soprannominato "The Matrix" per il suo footwork eccezionale, le sue schivate di testa e di tronco, la sua velocità incredibile e la sua capacità di combattere indifferentemente in guardia destra ed in guardia falsa con la stessa efficacia.
Considerato uno dei più grandi pugili viventi pound for pound, lo si è visto andare volontariamente all'angolo invitando l'avversario a colpirlo, fare il gesto del torero, ruotare attorno a campioni come Rigondeaux (costretto ad abbandonare il match all'ottavo round perché… incapace di colpirlo). "Hi-tech" Lomachenko possiede un talento innato combinato con una dedizione assoluta e maniacale all'allenamento, unitamente al "colpo del KO", spesso non posseduto da chi ha una boxe molto tecnica: caratteristiche queste che l'hanno portato in cima all'olimpo dei migliori di sempre.
Nicolino Locche

Il maestro della difesa Nicolino Locche, soprannominato "El Intocable" ("L'intoccabile") è stato un pugile argentino dalle capacità difensive quasi mirabolanti. Sicuro di sé fino alla sfrontatezza, lo si è potuto ammirare combattere a braccia basse da distanza ravvicinata, invitando l'avversario a colpire e mandandolo regolarmente a vuoto. Inserito nella International Boxing Hall of Fame nel 2003, Locche era un piccolo pugile argentino di origini sarde: eroe nazionale, in 136 match farà sfoggio di riflessi inarrivabili, combattendo addirittura con le mani dietro la schiena e schivando ogni pugno apparentemente senza fatica alcuna.
Dotato di una preparazione pugilistica sommaria, accanito fumatore, mancava di disciplina e non seguiva una dieta specifica ed era addirittura possibile vederlo fumare una sigaretta durante il minuto di pausa tra i round. La sua leggendaria sicurezza sul ring l'ha portato a diventare campione lineare e campione WBA dei superleggeri, titoli strappati ad un Takeshi Fuji ritiratosi per "incapacità di colpirlo" nel 1968 e difesi ben cinque volte con successo in quattro anni.
Floyd Mayweather Jr.

Uno dei pugili più controversi del pianeta, Floyd Mayweather Jr. è un ex pugile professionista, ritiratosi imbattuto con un record di 50 vittorie, nessuna sconfitta e nessun pareggio, detentore di ben 15 titoli mondiali in varie categorie di peso. Tanto amato quanto odiato da varie parti del mondo pugilistico, la sua palmarés parla chiaro: ha affrontato tra i migliori pugili del suo tempo e li ha battuti, anche se i detrattori sostengono che abbia accuratamente scelto modi e tempi adatti a lui per assicurarsi vittorie "facili".
Rimane il fatto che Floyd Mayweather, o "Money" come ama farsi chiamare, è stato capace di costruire la sua immensa ricchezza anche grazie ad una tecnica elusiva mirabolante, riflessi fulminei, footwork magistrale, un sapiente utilizzo del ring e grazie soprattutto alla "shoulder roll" (chiamata anche Philly Shell o Michigan Defense), una tecnica difensiva mutuata dai pesi massimi, che gli consentiva di vanificare gli attacchi dell'avversario alla corta e boxare di rimessa, tecnica della quale Mayweather è stato maestro assoluto. Tra sfottò e sorrisi sarcastici, Mayweather si è fatto strada sul ring anche con colpi furbi ed al limite della legalità: in molti l'hanno poi accusato di essere un "corridore", ossia uno che fuggiva dai colpi per evitare di farsi prendere. Ora, se è pur vero che Mayweather ha fatto ben poco per essere amato, è indubbia la sua capacità tecnica che l'ha portato a battere letteralmente ed inequivocabilmente tutti i suoi avversari.
Pernell Whitaker

Uno dei più grandi mancini della storia della Nobile Arte, Whitaker era un maestro sia della schivata che dell'offesa, grazie ai suoi magistrali jab tirati mentre girava attorno all'avversario, tecnica mutuata da pugili destrorsi come Muhammad Ali, Sugar Ray Robinson e Sugar Ray Leonard. Quattro volte campione del mondo, campione del mondo indiscusso e lineare, medaglia d'oro olimpica nel 1984, "Sweet Pea" è stato nominato più volte Fighter of the Year ed è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame.
Le sue capacità difensive hanno fatto scuola: non dotato del "colpo da KO" era capace di mantenersi lontano dall'avversario e mandarlo regolarmente a vuoto evitando colpi pericolosi e riuscendo a rimettere colpi anche dalla distanza. Ritiratosi con 40 vittorie su 46 match, non ha potuto evitare l'ultimo colpo fatale: è morto a soli 55 anni mentre attraversava la strada a Virginia Beach, investito da un'auto nel 2019.
Mike Tyson

Forse non c'è pugile al mondo più famoso di Mike Tyson: icona degli anni '80 e '90, ancora oggi vicino ai sessant'anni continua a muovere masse qualsiasi cosa dica o faccia. "Kid Dynamite" detiene il record come pugile più giovane di sempre ad aver vinto il titolo dei pesi massimi: ha regnato come campione indiscusso dal 1987 al 1990 ed è stato il primo pugile a detenere contemporaneamente le cinture WBA, WBC ed IBF nonché l'unico ad unificare il titolo in successione, diventando in seguito campione lineare dopo aver battuto Michael Spinks in soli 91 secondi nel primo round. "L'uomo più cattivo del pianeta" ha avuto una vita alternata tra vette di successo, fama, ricchezza ed abissi insondabili di problemi, depressione, povertà. Ora, invecchiando, pare abbia acquisito un suo equilibrio, nonostante lo sguardo sia sempre lo stesso.
"Iron Mike" è stato, grazie al suo grande allenatore Cus D'Amato ed in seguito a Kevin Rooney, un grande utilizzatore della tecnica "peek-a-boo", grazie alla quale riusciva a penetrare la guardia di avversari spesso molto più alti di lui senza troppi danni e portarsi alla distanza giusta per i suoi micidiali ganci e montanti. Spesso criticato per il suo stile aggressivo e per certi versi rozzo, Tyson ha affinato le sue doti elusive grazie ad allenamenti massacranti e ad una disciplina ferrea, riportando sul ring la capacità di annullare le offensive e rientrando con i suoi colpi devastanti. Se la potenza dei colpi è stata la prima arma di Mike Tyson, sicuramente le sue schivate di tronco, piantato sui piedi come una quercia, hanno costituito la base del suo successo, pur senza fare scuola. D'altra parte, in pochi tra i pesi massimi venuti in seguito hanno avuto le caratteristiche per poter raccogliere la sua eredità.
Willie Pep

Guglielmo Papaleo, al secolo "Willie Pep", è stato un pugile americano di origini italiane che ha detenuto il titolo di campione del mondo dei pesi piuma due volte, tra il 1942 ed il 1950. Con un impressionante record pugilistico di 241 match (dei quali 229 vinti), Pep è noto al mondo per la sua impressionante velocità, tecnica e capacità di evadere dai colpi. Inserito nella International Boxing Hall of Fame nel 1990, è stato nominato da vari enti miglior pugile del secolo, miglior pugile di sempre e considerato uno dei più grandi pugili pound-for-pound di tutti i tempi.
Si racconta, ma non è dato sapere se sia leggenda o storia, che nel 1946 contro Jackie Graves abbia vinto un round (il terzo) solo schivando, senza tirare nemmeno un pugno. Mito o realtà che sia, quel che è certo è che Pep era in grado di danzare sul ring spezzando il ritmo del movimento in maniera imprevedibile, cambiando guardia in un millisecondo e muovendo la testa in maniera così creativa da confondere gli avversari, che rimanevano ipnotizzati da quei movimenti impossibili e subivano anche i suoi duri colpi: Pep infatti era dotato anche di un brutale "colpo da KO", raro in "stilisti" del suo calibro.
Anderson Silva

Con una preparazione a tutto tondo ed esperto di pugilato, Muay Thai, Taekwondo e Capoeira Anderson Silva si è imposto come uno dei più grandi striker del mondo delle MMA di tutti i tempi. Noto come "The Spider" per la sua prontezza di riflessi (in realtà deve il nome ad un annunciatore), è stato inserito nella UFC Hall of Fame nel 2023 dopo una carriera al top dove ha detenuto il titolo per il periodo più lungo nella storia della UFC al 2024 (2457 giorni).
Capace di cambiare guardia agevolmente, non ha fatto mistero delle sue superiori abilità di combattimento in piedi rispetto alla lotta a terra ed ha portato sul suo terreno di gioco molti avversari, nonostante possa vantare submission su grandissimi lottatori come gli olimpici Dan Henderson e Chael Sonnen o la cintura nera di Brazilian Jiu-Jitsu Travis Lutter. Capace di vedere i colpi da angolazioni impossibili e prevedere i movimenti degli avversari con una rapidità sorprendente, Silva ha schivato calci, pugni e ginocchiate di avversari temibili con apparente facilità, frutto in realtà di ore ed ore di pratica in palestra, portandosi poi nella condizione adatta per rientrare di rimessa, solitamente con il colpo del KO.
Giorgio Petrosyan

Giorgio Petrosyan, leggenda vivente della kickboxing, è un fighter armeno naturalizzato italiano noto al mondo per la sua tecnica suprema, le schivate millimetriche, la capacità di rientrare sui colpi e l'intelligente utilizzo del ring. Soprannominato "The Doctor" ("Il dottore") ha dominato il primo ventennio degli anni 2000 affrontando e battendo i più grandi e temibili fighter del momento senza vacillare o esitare: ha demolito le difese di leggende del ring riuscendo ad evitare colpi fulminei e pericolosissimi e andando a segno di rimessa con colpi precisi e chirurgici, per i quali si è guadagnato il suo soprannome.
Considerato per quasi un decennio "l'uomo da battere" è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi kickboxer di tutti i tempi. Dopo un inizio nella Muay Thai è passato alla kickboxing diventando una stella del K-1. Con solo due sconfitte in carriera a fronte di 105 vittorie, 2 pareggi e 2 no contest, il curriculum di "Re Giorgio" è uno dei più incredibili della storia degli sport da combattimento, considerando che moltissimi suoi avversari sono stati campioni nelle loro discipline ed hanno fatto loro stessi la storia del ring: non hanno potuto nulla però contro la maestria tecnica di Petrosyan, che ha sempre trovato la strada tra i loro colpi per affondare il colpo risolutore.
Saul "Canelo" Alvarez

Esistono almeno due Canelo: quello prima del match contro Floyd Mayweather Jr. e quello dopo di esso. Se prima Saul Alvarez era un promettente e sicuramente preparato campione del mondo, dopo il match con Mayweather è diventato un campione di tecnica e potenza, lavorando sugli errori e rinascendo dalle ceneri di quella sconfitta bruciante come una fenice. Oggi Canelo, al netto delle critiche riguardo la scelta dei suoi avversari, vanta riflessi fulminei, una tecnica cristallina ed anche una potenza invidiabile nei colpi, che gli ha consentito di affrontare e battere mostri sacri come Golovkin e Kovalev nonché tentare la scalata in una nuova categoria contro Bivol (senza successo, ma dimostrando comunque il suo valore).
Con un movimento di tronco e testa incredibile, Canelo è in grado di effettuare schivate precisissime senza perdere di vista l'avversario. Frutto di ore ed ore di studio delle possibili combinazioni, Canelo ha "fatto i compiti a casa" ed è preparato sostanzialmente ad ogni combinazione di colpi possibile, riuscendo a predire i movimenti dell'avversario con una rapidità che ha del soprannaturale. Non disdegna tuttavia lo scontro alla corta distanza e non ha paura di scambiare: la tecnica non ha minimamente spento il fuoco messicano che arde in lui.
Prince Naseem Hamed

Se esiste qualcuno che possa contendere il titolo di pugile più insopportabile del pianeta assieme a Floyd Mayweather Jr., questo è sicuramente "Prince" Naseem Hamed. Dotato di capacità pugilistiche incredibili, Naseem ha dominato la scena pugilistica degli anni '90 ritirandosi con 36 vittorie ed una sola sconfitta. Istrionico fino al midollo, è diventato noto per i suoi ingressi spettacolari: si è presentato su un tappeto volante, ha ricostruito il video di Thriller di Michael Jackson ed era solito entrare sul ring con un salto mortale in avanti sulle corde. Hamed amava provocare i suoi avversari per far loro perdere la pazienza danzando intorno a loro: quando lo attaccavano rabbiosi trovava il terreno adatto per le sue piroette, riuscendo a rientrare sui colpi grazie ad una agilità senza pari.
Dotato di un talento fuori dal comune come counter-puncher ma mancando di disciplina, la sua carriera è rapidamente declinata ed ha mancato di quel "quid" per salire nell'olimpo delle leggende del pugilato. Quando Marco Antonio Barrera l'ha punito severamente infliggendogli l'unica sconfitta della sua carriera, il mondo ha esultato: ma Hamed si era già stancato di giocare ed era alla fine della sua storia sul quadrato. Probabilmente se Barrera l'avesse incontrato prima, le cose sarebbero andate in maniera diversa. Oggi la sua eredità è raccolta da pugili come Benjamin Whittaker, per il quale bisognerà attendere prima di poterlo inserire in questa lista dei fighter più evasivi di sempre.
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