Joshua punisce un Ngannou impreparato: KO al secondo round
Anthony Joshua ha battuto per KO al secondo round un Ngannou che ha lasciato passare tre diretti micidiali dentro una guardia aperta in un match breve ed evitabile.
Joshua punisce un Ngannou impreparato: KO al secondo round
Alla fine è andata come doveva andare: Anthony Joshua ha sconfitto Francis Ngannou per KO al secondo round a Riyadh, ristabilendo la giusta gerarchia nel mondo del pugilato ieri sera, 8 marzo 2024 nell'evento Knockout Chaos.
Un semplice, perfetto diretto destro ha mandato Ngannou al tappeto a un minuto dalla fine del primo round. Ngannou è riuscito ad alzarsi, ma non ha sostanzialmente scambiato nulla con Joshua. All'inizio del secondo round Joshua è andato a segno con un altro destro, ed ancora una volta Ngannou è stato messo al tappeto. Si è nuovamente rialzato ma nemmeno il tempo di rimettersi in guardia, è stato centrato da un destro finale di Joshua che l'ha steso e messo KO. A Ngannou, incosciente, è stato somministrato l'ossigeno sul ring. Joshua è apparso fresco come dopo uno sparring leggero.
In tanti avevano creduto alla possibilità di una scalata nel mondo della nobile arte da parte del fortissimo Ngannou, reduce da una "sconfitta-non sconfitta" contro un Fury appesantito finito addirittura al tappeto con l'ex fighter di MMA.
Già con Fury erano trapelati dei video dagli allenamenti ed era chiaro che Ngannou fosse pesante, lento, non avesse footwork né movimento di tronco, ossia sostanzialmente e semplicemente "non fosse un pugile". Senza nulla togliere al suo background da fighter e campione, s'intende.
Sul ring contro Fury la combinazione di semplicità, capacità di ascolto dell'angolo, la sua forza e soprattutto il fatto che Fury sembrava essere arrivato sul ring appena uscito da una serata con gli amici in pizzeria, avevano fatto in modo che la sconfitta fosse "dignitosa", quasi "dubbia" (Fury aveva veramente disonorato la Nobile Arte quella sera).
Questo ha erroneamente portato a pensare che contro un pugile diligente, tecnico, impostato e soprattutto grosso come e più di Ngannou, il camerunense avesse qualche chance. La risposta è davanti agli occhi di tutti: non ne ha, almeno per il momento. Ngannou avrebbe perso anche contro un "piccolo" Usyk, probabilmente anche contro un medio. La guardia aperta attraverso la quale sono arrivati quei tre pericolosissimi treni di Joshua è solo una delle tante mancanze alle quali Ngannou dovrebbe provvedere prima di pensare di salire su un ring a praticare la Nobile Arte. Nonostante le prove di forza alle macchinette segnapunti, Ngannou non è ancora un pugile, punto. Se lo diventerà, a trentasette anni, è tutto da vedere.
"Quando sei in rotta per il titolo dovresti restare concentrato" ha detto Joshua: "Questo match mi ha fatto deviare dalla mia missione principale... ma quando ho visto Ngannou combattere contro Tyson Fury mi sono detto 'diamine, questo ragazzo sa combattere' e ho voluto provarci".
"È una ispirazione, è un grande campione. Questa sconfitta non toglie nulla alle sue capacità, perché nel pugilato si vince o si perde. Riuscirà a rialzarsi" ha detto sportivamente Joshua.
Incredibilmente, anche dopo il duro scambio di parole in conferenza stampa, Tyson Fury ha detto nel post match: "Ha creduto nei suoi sogni e li ha seguiti. Ha fatto un sacco di soldi, il che è grandioso per supportare la sua famiglia. Ha fatto un gran percorso. Che vada avanti se vuole continuare a boxare. È ancora imbattuto come campione nelle MMA. Anche se è stato battuto stasera, potrebbe tornare nelle MMA e distruggere quel mondo ancora una volta. Che tenga la testa alta".
Fury ha poi continuato: "Ho fatto una performance schifosa contro Ngannou. Non l'ho mai negato. Joshua questa sera l'ha messo KO ed è quello che un pugile avrebbe dovuto fare con lui. Se Joshua combatterà mai con me in futuro dopo che ho sistemato Usyk il prossimo anno, sarà molto diverso".
Fiumi di parole sono state scritte, a volte sprecate, per definire questo incontro: "una farsa", "un banco di prova per Joshua", "una possibilità per Ngannou".
La doccia fredda di realtà per tutti i sognatori è quello che è successo ieri sera: nessun fighter si improvvisa. Così come un pugile dovrebbe lavorare anni per poter entrare in una gabbia e competere con i top ten, Ngannou non avrebbe dovuto essere inserito dalla WBC nei top ten e non avrebbero dovuto concedergli la possibilità di sfidare i più grandi, se non prima di una dura gavetta come fa chiunque si avvicini ad una disciplina da combattimento. "Non si diventa pugili in un anno, nemmeno se sei campione di MMA" è il mantra che rimbalza sui social da tempo e si è rivelato tristemente predittivo.
Ora per Ngannou è il tempo di capire se vuole fare un passo indietro e tentare di restare nel mondo del pugilato oppure sedersi sulla pila di soldi (venti milioni di dollari solo ieri sera) guadagnati e smettere di combattere. Il nigeriano non sembra essere uno che si arrende e la sua storia personale può confermarlo, tuttavia vanno sicuramente rivalutati gli obiettivi. Per ora pare improbabile un ulteriore confronto con uno dei top ten: probabilmente nessuna promotion sarebbe interessata a rivederlo combattere, dopo la brutta sconfitta di ieri sera, men che meno appare credibile, un rematch con Fury, paventato in conferenza stampa da Ngannou stesso.
Forse un match contro Wilder potrebbe avere senso, ma Ngannou dovrebbe stare attento: una sconfitta segnerebbe la sua definitiva esclusione dal mondo del pugilato che conta.
Per Joshua invece il futuro è più roseo: se la vittoria di ieri sera fa crescere di poco il suo curriculum sportivo, lo rilancia d'altro canto come pugile capace di competere anche con i "picchiatori" (Ngannou avrebbe dovuto "distruggerlo" secondo alcuni) e forse ora lo vedremo impegnato in qualche match che ci farà sobbalzare dal divano.

Entrambi i fighter comunque hanno dato prova di grande sportività e a differenza di tanti altri incarnano l'immagine del fighter corretto, educato, dalla boxe pulita e lontano da dissing e trash talking (nonostante entrambi siano stati adeguatamente provocati). Alla fine del match Joshua si è avvicinato a Ngannou e gli ha detto "Non lasciare il pugilato. Continua. Hai fatto un buon lavoro. Hai combattuto contro due dei migliori".
Ngannou ha postato poi un messaggio di scuse sui suoi canali social rivolte ai suoi fan, lasciando intendere che continuerà a combattere. Come e dove, non si sa.