News · · Di Kombatnet

Pacquiao a 46 anni sfida il tempo: pari contro Barrios e MGM in delirio

Manny Pacquiao torna sul ring a 46 anni (dopo 4 di assenza) e sfiora la cintura del campione WBC Mario Barrios.

Pacquiao a 46 anni sfida il tempo: pari contro Barrios e MGM in delirio

Pacquiao a 46 anni sfida il tempo: pari contro Barrios e MGM in delirio

Las Vegas, 19 luglio 2025MGM Grand Garden Arena. Manny Pacquiao, 46 anni, è tornato sul ring dopo quattro anni di assenza per sfidare Mario Barrios, campione WBC dei pesi welter. Una sfida che sembrava impossibile, un’impresa che avrebbe potuto consegnarlo definitivamente alla leggenda. Alla fine è arrivato un verdetto che ha lasciato tutti con l’amaro in bocca: majority draw. Due cartellini a 114-114, uno a 115-113 per Barrios. Il titolo resta al messicano, ma il mondo del pugilato ha visto qualcosa che non dimenticherà.

Pacquiao non si è limitato a partecipare. Ha imposto il ritmo, ha cercato di spezzare le distanze fin dal primo round con combinazioni rapide e angoli stretti. Non c’era la velocità fulminea dei giorni migliori, ma la tecnica e l’esperienza hanno compensato. In guardia mancina, ha colpito con serie in rapida successione, gonfiando il volto di Barrios e portando il pubblico in delirio. Dopo quattro anni lontano dalle luci, il filippino è sembrato lo stesso guerriero di sempre, solo più calcolatore e meno frenetico.

Dall’altra parte Barrios, 30 anni, 16 in meno e 17 centimetri in più, ha cercato di fare il suo match con il jab per mantenere la distanza. Ha rispettato troppo la leggenda nei primi round, lasciandogli spazio per accumulare vantaggio. Solo dal decimo in poi il messicano ha risposto alle richieste del suo angolo, vincendo chiaramente le ultime tre riprese. È lì che ha riequilibrato le carte. Le statistiche CompuBox raccontano un confronto serrato: Pacquiao 81 colpi di potenza contro 75 di Barrios, ma il campione ha piazzato 45 jab contro 20, usando l’allungo nei momenti chiave.

Molti osservatori, però, avevano Manny avanti: Uncrowned ha segnato 116-113, ESPN di due punti. Ma i giudici hanno visto diversamente: Tim Cheatam e Steve Weisfeld 114-114, Max DeLuca 115-113 Barrios. Un verdetto che ha scatenato polemiche. Shawn Porter ha parlato di «furto e incompetenza», mentre i social sono esplosi di commenti indignati.

Nonostante tutto, la serata è stata un inno al pugilato. 13.107 spettatori hanno trasformato l’arena in una bolgia, con cori da stadio per il loro idolo. E Pacquiao, già nella Hall of Fame da giugno, ha dimostrato che la parola “fine” non è ancora scritta. «Pensavo di aver vinto», ha detto. «È stata una grande battaglia. Il mio avversario è stato duro, ma credo di aver fatto abbastanza». Barrios è stato onesto: «Manny è esplosivo e forte. La sua resistenza è incredibile. Ho dovuto adattarmi». Entrambi hanno aperto alla rivincita: «Certo che la voglio», ha confermato Manny. «Questa è stata una notte enorme per la boxe. Mi piacerebbe rifarla», ha aggiunto Barrios.

Il consigliere Sean Gibbons, però, frena: una rivincita potrebbe non essere la scelta migliore e si parla di possibili sfide con Rolly Romero o addirittura Gervonta Davis. Ma nulla è certo. Quel che è certo è che il tempo non aspetta: se Pacquiao dovesse tornare sul ring, lo farebbe a 47 anni. Eppure, dopo averlo visto a Las Vegas, chi se la sente di dire che non possa riuscirci?

Non è diventato il più anziano campione dei welter, non ha preso il 63° successo in carriera (oggi è a 62-8-3), ma ha lasciato un segno indelebile. Il titolo non lo ha ripreso. La scena sì.

Tag

© 2026 Allart Softworks - P.IVA 02605670419