È morto Carl Weathers, l'Apollo di Rocky. E come Creed, il ring chiede la vita di Kazuki Anaguchi
È morto Carl Weathers, l'attore che ha interpretato Apollo Creed sul ring. Come il suo personaggio, è morto nello stesso momento anche il pugile Kazuki Anaguchi, promessa giapponese dei pesi gallo, in seguito a gravi lesioni craniche subite durante il suo ultimo match contro Seiy...
È morto Carl Weathers, l'Apollo di Rocky. E come Creed, il ring chiede la vita di Kazuki Anaguchi
Due tragiche perdite funestano l'inizio di questo febbraio 2024. È morto il grande attore Carl Weathers, icona degli anni '80 e noto al pubblico per aver interpretato il pugile Apollo Creed nei primi 4 film della serie Rocky, oltre ad aver dato un volto al Colonnello Al Dillon in Predator ed aver partecipato a numerosi altri film e serie, tra le quali il recente The Mandalorian.
Weathers aveva nondimeno una fisicità incredibile ed ha giocato a football americano come professionista a lungo oltre ad essersi dedicato a numerose altre discipline (ginnastica, judo, calcio e lotta). Il suo fisico scultoreo gli ha aperto le porte di Hollywood, anche se la chiave per entrare a far parte del cast di Rocky I è stato curiosamente proprio il criticare il modo di recitare di Stallone.
La sua fama all'epoca è cresciuta così tanto da essere riconosciuto per strada anche dal grande Muhammad Ali:
"Una volta a Beverly Hills ero seduto fuori da un ristorante e Ali stava arrivando lungo la strada e aveva un gruppo di persone intorno a lui… e loro guardano dove sono seduto e Ali dice 'Apollo Creed!'" ha raccontato Weathers, imitando la voce tonante del campione. "Poi all’improvviso ci siamo trovati io e Muhammad in piedi sul marciapiede a tirare pugni. È stato così strano e così divertente!", ha raccontato ridendo.
Tante celebrità hanno commemorato la morte di Weathers, da Stallone a Schwarzenegger, che hanno lavorato con lui nei rispettivi iconici film.
"Ciao a tutti. Oggi è un giorno incredibilmente triste per me. … Carl Weathers è stato una parte così integrante della mia vita (...). Gli do un credito incredibile…. perché quando è entrato in quella stanza e l'ho visto per la prima volta, ho visto la sua grandezza, ma non mi rendevo conto di quanto fosse grande. Non avrei mai potuto realizzare ciò che abbiamo fatto con Rocky senza di lui. È stato assolutamente fantastico. La sua voce, la sua stazza, la sua potenza, la sua capacità atletica, ma soprattutto, il suo cuore, la sua anima".
"La mia vita è cambiata per sempre in meglio quando ho conosciuto Carl Weathers" ha continuato Sly, "Era magico e sono stato fortunato di aver fatto parte della sua vita. 'Rest in power and keep punching'."


La morte di Apollo ucciso sul ring dal temibile Ivan Drago è uno dei punti cardine della filmografia di genere degli anni '80 e costituisce la base per tutto ciò che viene dopo nel film e nella serie. Si può dire che, pur essendo stato un film, Rocky abbia contribuito ad avvicinare e far appassionare un numero incredibile di persone al pugilato e Weathers è uno dei fautori dell'interesse per la Nobile Arte esploso in quegli anni, pur non avendo mai indossato i guantoni né da dilettante né da professionista.
Purtroppo oltre al grande attore, anche un altro pugile, meno conosciuto, è morto quasi lo stesso giorno: si è spento infatti all'età di 23 anni la promessa del ring Kazuki Anaguchi, in seguito ad un ematoma subdurale conseguente al suo match di dicembre contro Seiya Tsutsumi, nella undercard di Naoya Inoue vs. Marlon Tapales per il titolo mondiale undisputed che unificava le cinture WBA, WBC, IBF e WBO.
Anaguchi (6-1, 2 KO) è stato mandato al tappeto quattro volte nel match ma è arrivato sulla distanza, perdendo ai punti per split decision: secondo i giudici infatti ha vinto 6 dei 10 round su due cartellini.

Secondo la WBC, le gambe di Anaguchi hanno cominciato a tremare all'angolo ed è stato portato a braccia fuori dal ring, per poi essere portato in ospedale dove è stato operato d'urgenza al cervello. Non ha mai ripreso conoscenza.

Il giovane peso gallo si spegne dopo un mese di coma: le sue condizioni sono state considerate disperate sin dall'arrivo in ospedale.
In molti pensano che l'arbitraggio e l'angolo abbiano avuto un peso nella tragedia: al netto di possibili predisposizioni alle lesioni che a volte sono anche difficili da identificare nonostante i severi controlli ai quali i pugili professionisti sono soggetti, bisognerebbe evitare massacri sul ring che possono portare a conseguenze serie o mortali. Gettare la spugna o interrompere un match sono decisioni difficili da prendere ma a volte servono a risparmiare la vita di un giovane atleta.