Luca Chiancone, addio alla boxe: lesione alla retina, carriera finita
Il campione italiano Luca Chiancone abbandona il pugilato professionistico a causa di una lesione alla retina: addio al sogno europeo, carriera finita.
Luca Chiancone, addio alla boxe: lesione alla retina, carriera finita
Un colpo che nessun pugile vorrebbe mai subire. Luca Chiancone, talento triestino della boxe, ha annunciato il ritiro forzato dall'attività agonistica a causa di una grave lesione alla retina. Una notizia improvvisa che ha scosso il mondo del pugilato italiano, arrivata direttamente dalle parole del pugile attraverso i suoi profili social: "Hai la retina gravemente lacerata, dobbiamo operarti d’urgenza. Carriera conclusa."

Chiancone, classe 1995, ha dedicato tredici anni alla boxe, costruendo con sudore e sacrificio una carriera che sembrava destinata a regalargli ancora molte soddisfazioni. Campione italiano nel 2023, ha difeso il titolo con determinazione, collezionando dieci vittorie, un pareggio e due sconfitte. Nel 2024 aveva affrontato Dario Morello per la cintura mediterraneo WBC, incassando l'unico stop della sua carriera. Avrebbe dovuto tornare sul ring il 28 marzo contro il francese Ismael Seck, ma il destino ha deciso diversamente.
"Lo stavo quasi toccando e sono convinto che avremmo scritto un'altra importante pagina", ha confessato con amarezza, riferendosi al suo sogno di conquistare un titolo europeo. Ma il rischio di perdere la vista ha reso la scelta obbligata: "Mi hanno detto che c'è altro oltre la boxe, vi farò sapere se è così."
Ecco il testo completo del suo post su Instagram:
"Hai la retina gravemente lacerata, dobbiamo operarti d'urgenza. Carriera conclusa."
È successo tutto talmente in fretta, è stato talmente inaspettato che mentre leggete queste parole io non ho ancora realizzato cosa sta succedendo.
Non combatterò mai più. Ciò che ho fatto per 13 anni, la vita che HO SCELTO di percorrere mi ha appena tirato il pugno più pesante che io abbia mai provato. Mi sono sempre chiesto come si potesse sentire una persona a cui viene diagnosticato una malattia terribile. La mia vita, quella fuori dal ring è stretta nella mia mano ma l'altra vita QUELLA che ho costruito con tanto sacrificio e gioia mi è letteralmente scivolata via e non tornerà più.
Ci sentiamo invincibili, dobbiamo esserlo soprattutto quando scavalchiamo le 16 corde e io in questo momento mi rendo conto che siamo poco più di un sacco di pelle pieno di acqua e gelatina. Terribilmente vulnerabile.
Poteva andare peggio. Potevo perdere l'occhio senza rendermi conto di niente. Sarebbero bastati una manciata di pugni in più nel prossimo incontro.
Vi ringrazio per avermi accompagnato in questi 13 anni: famiglia, team, avversari e tifosi.
Grazie perché mi avete fatto diventare l'uomo che da piccolo ho sempre desiderato essere e che ha sempre ricevuto tanto amore e affetto.
Grazie a Stefano, Gary, Leo, Fabio e Andrea per avermi dato la forza ogni volta di spingermi un po' più in là e per essere stati miei compagni di vita. Continueremo ad esserlo. Ne abbiamo combinate tante: abbiamo vinto cinture, fatto rizzare capelli, sconvolto il pubblico e sottolineato ogni volta che AVEVAMO RAGIONE NOI! Abbiamo fatto la storia di Trieste.

Grazie alla mia famiglia e a Luisa che hanno accettato tante, troppe volte i miei "no", i miei "ci vediamo domani oggi sono stanco", i miei "non posso mangiare con voi, sono a dieta", "non posso uscire, ho il match a breve".
Grazie ai tifosi e al pubblico per il supporto, l'affetto, la costante fiducia nelle mie capacità. Siete stati benzina importante ed è anche grazie a voi che ho raggiunto (almeno una parte) di ciò che mi ero prefissato.
Ciò che fa più male è sapere che il mio sogno, l'europeo era ad un passo. Lo stavo quasi toccando e sono convinto che avremmo scritto un'altra importante pagina. La vita ha altri progetti per me. Mi hanno detto che c'è altro oltre la boxe, vi farò sapere se è così.
Chiankong chiude il sipario, lo spettacolo è finito.
Non provate pietà per me, se volessi potrei ancora farvi il culo.
Vi voglio bene.
Luca "Chiankong" Chiancone
Nonostante la delusione, Chiancone lascia il ring con il rispetto di tutta la comunità pugilistica. La sua figura rimarrà un esempio di dedizione e passione per lo sport, con un percorso costruito con disciplina e impegno. Trieste e l'Italia intera lo salutano con affetto, consapevole che il suo spirito da combattente non si spegnerà con il ritiro.
Il futuro resta incerto, ma una cosa è certa: Luca Chiancone non smetterà di lottare, dentro e fuori dal ring.