Saenchai e Buakaw devono appendere i guantoni al chiodo? La risposta delle due leggende della Muay Thai
Saenchai e Buakaw rispondono alle critiche dei fan che li considerano alla fine delle loro carriere: nessuna delle due leggende della Muay Thai è però intenzionato ad appendere i guantoni al chiodo.
Saenchai e Buakaw devono appendere i guantoni al chiodo? La risposta delle due leggende della Muay Thai
Il 24 novembre Saenchai ha trionfato contro il fighter brasiliano Heyder Alcantara nelle semifinali della categoria 70 kg della Thai Fight King's Cup. Tuttavia l'incontro ha suscitato reazioni contrastanti tra i fan thailandesi, spingendo il "Re della Muay Thai" a condividere un lungo post su Facebook per rispondere alle critiche.
Alcuni fan hanno definito il match una lotta impari, paragonando la performance di Saenchai a quella di "un adulto che affronta bambini dell'asilo". Secondo alcuni il campione si limiterebbe spesso a combattere contro avversari di livello inferiore, evitando di partecipare a tornei più prestigiosi.
Di fronte a questi commenti, il quarantatreenne ha risposto con fermezza:
"Apprezzo le critiche, ma devo combattere per sostenere la mia famiglia. Se non vi piace, andate avanti. Ho 44 anni e non ho bisogno che nessuno mi dica in quali tornei devo competere per dimostrare il mio valore. Che pensiate che io sia bravo o no è solo una vostra opinione. Non devo dimostrare niente a nessuno. Il mio calendario di seminari di Muay Thai è già pieno per un mese."
Saenchai ha poi replicato con l’apprezzamento ricevuto da molti fan stranieri all'atteggiamento critico di alcuni thailandesi.
"Chiedo il permesso di spiegare brevemente il mio punto di vista. 🙏 Grazie per le critiche, ma devo combattere per mantenere la mia famiglia. Se non vi piace guardare , basta non guardarli, tutto qui, con rispetto. Ho 44 anni. Non dovete dirmi che se fossi davvero bravo dovrei combattere in questo o quell’altro torneo. Dipende tutto dal vostro punto di vista, da come mi vedete. Che mi consideriate forte o meno è solo una vostra opinione. Io non devo più dimostrare nulla. I seminari che tengo per diffondere la Muay Thai sono già tutti pieni ogni mese!"
Il campione ha poi aggiunto: "Alcuni thailandesi (non tutti) dicono: 'Combatti solo con avversari deboli, anche un bambino dell’asilo potrebbe combattere come te!' Ma gli stranieri mi chiedono: 'Come fai a combattere così? Voglio imparare a farlo anch’io!'"

"Altri thailandesi (non tutti) dicono: 'Il tuo modo di combattere è inguardabile.' Ma altri stranieri mi dicono: 'Io voglio guardarti e imparare da te. Puoi venire a insegnare nel mio paese?' E a loro non importa contro chi combatto! Ecco perché tengo seminari in molti paesi."
Il post si conclude con due hashtag sommariamente traducibili con "quando uno ti ama ti ama sempre" e "ama il nostro stile di combattimento"
Nato nel 1980, Saenchai vanta un palmarès straordinario con 21 titoli, tra cui sei campionati Lumpinee. Con un record di 327 vittorie su 378 incontri, il suo talento è riconosciuto a livello globale. Dal 2014 partecipa regolarmente alla Thai Fight, un prestigioso torneo con sede in Thailandia, dove continua a distinguersi per il suo stile unico e la sua maestria tecnica.
Di recente, anche il suo amico (ed occasionale avversario) Buakaw si è sentito in dovere di rispondere alle stesse critiche. Leggenda della Muay Thai e soprattutto della K-1 degli anni 2000, Buakaw è un altro campione che non ha certo bisogno di dimostrare niente a nessuno ma i recenti match ed esibizioni (come quello contro Kota Miura) hanno attirato critiche e malumori dagli appassionati. Non ha certo aiutato il match-esibizione-farsa con il suo amico Saenchai nel circuito di Bare Knuckle, appositamente riadattato per includere anche i calci, completamente fuori scala per classe di peso e assolutamente inutile dal punto di vista sportivo.
In pochi (inesperti) ci hanno creduto veramente e non è bastato il dito rotto di Saenchai e tutta la sceneggiata all'ospedale per far credere di stare assistendo ad un vero match. Nel reel postato congiuntamente sul suo profilo Instagram e su quello del Rajadamnern World Series, l'intervistatore chiede "È veramente la fine per Buakaw?".
Il campione ha risposto così: "Me lo chiedo continuamente ma la risposta è no. Ho un buon team, mi alleno duramente: non è ancora tempo per me di appendere i guantoni al chiodo. Voglio combattere e provare a me stesso che ne ho ancora".