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Il grande pugile Yawe Davis ci ha lasciato a soli 61 anni

Ci ha lasciato, a soli 61 anni, il grande pugile Yawe Davis (Kampala,Uganda 27 settembre 1962 – Genova, 9 gennaio 2024), un nome che rimarrà impresso nella storia dello sport italiano.

Il grande pugile Yawe Davis ci ha lasciato a soli 61 anni

Il grande pugile Yawe Davis ci ha lasciato a soli 61 anni

Ci ha lasciato, a soli 61 anni, il grande pugile Yawe Davis (Kampala,Uganda 27 settembre 1962 – Genova, 9 gennaio 2024), un nome che rimarrà impresso nella storia dello sport italiano.

Di origini ugandesi, Yawe Davis ha scoperto la sua passione per il pugilato molto presto. Dopo un doveroso inizio tra i dilettanti, Davis ha esordito come professionista il 2 ottobre 1981 a soli 19 anni grazie al manager Benito Viligiardi.

Già nel 1983 dimostrerà di avere molto da dire sul ring, battendo per KO alla sesta ripresa il veterano Sylvain Watbled e dimostrando sin da subito la stoffa del campione. Aveva bisogno però di maggiori stimoli ed esperienza, che troverà vivendo a Genova e combattendo sotto la guida di Rocco Agostino e Rodolfo Sabbatini.

Ha combattuto poi a Sydney il 31 gennaio 1990 contro Guy Waters per il titolo del Commonwealth arrivando alla distanza ma perdendo di misura sui cartellini.

Nel 1991 batterà per KO al secondo round il forte Carl Thompson, che diventerà in seguito campione WBO dei massimi leggeri.

Ottenne nel 1992 la cittadinanza italiana che gli consentirà di tentare la scalata alla cintura europea per ben due volte (ma senza successo), la prima a Campione d'Italia contro Crawford Ashley, culminata in un pareggio e la seconda contro Eddy Smulders l'anno seguente, dove venne sconfitto per KO.

Nonostante le difficoltà nel 1995 riuscirà a battere Giovanni Nardiello per KO alla seconda ripresa, conquistando così il titolo italiano che difenderà poi altre due volte, contro Mario Tonus e Massimiliano Saiani.

Passerà poi sotto il management di Rosanna Conti Cavini e nel 1999 conquisterà il titolo internazionale WBC, preludio alla vittoria sull'inglese Neil Simpson al quale strapperà la cintura europea nella città di Grosseto.

Difenderà il titolo con successo contro il francese Kamel Amrane, per poi accettare una borsa enorme da parte della Universum in chiusura di carriera, già quarantenne, per un match contro Homas Ulrich, che se ne sbarazzerà in soli due round.

Dopo aver appeso i guantoni al chiodo Davis ha intrapreso una carriera nel cinema. Ha debuttato nel film "Uno scugnizzo a New York" diretto da Mariano Laurenti nel 1984, accanto a Nino D'Angelo. Successivamente, ha partecipato al film "La leggenda di Al, John e Jack" (2002), diretto dal trio Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, dove ha portato sullo schermo la sua esperienza pugilistica.

Vincenzo Belfiore ha parlato della sua vita già all'epoca sulla rivista Boxe Ring in una rubrica denominata "I vagabondi del Ring", quando Davis era appena maggiorenne e doveva ancora sviluppare il suo fenomenale sinistro. La sua storia è stata poi documentata nel libro "Black Italians: Atleti neri in maglia azzurra" di Mauro Valeri, che esplora le vite degli atleti di origine africana che hanno rappresentato l'Italia.

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