Manny Pacquiao vs. Buakaw: match di pugilato confermato, gennaio 2024, Bangkok
La leggenda del pugilato Manny Pacquiao, 45 anni, affronterà la leggenda della Muay Thai e della kickboxing Buakaw Banchamek, 41 anni, in un match-esibizione a gennaio 2024.
Manny Pacquiao vs. Buakaw: match di pugilato confermato, gennaio 2024, Bangkok
La leggenda del pugilato Manny Pacquiao, 45 anni, affronterà la leggenda della Muay Thai e della kickboxing Buakaw Banchamek, 41 anni, in un match-esibizione a gennaio 2024.
Secondo il noto insider Bebangpakong (Worathep Makapokha), Pacquiao e Buakaw si scontreranno in un gigantesco evento sportivo chiamato "The Match 3" all'inizio del prossimo anno all'Icon Siam Park di Bangkok, o almeno così è riportato da Lertratanachai, il CEO del Fresh Air Festival Co Ltd che sarà il promoter dell'evento.
Pare che il 21 luglio 2023 alle 4.00 p.m. ICT (ore 11.00 di mattina italiane) si terrà una conferenza dove verranno svelati tutti i dettagli e dove avrà luogo una cerimonia ufficiale di firma del contratto tra le due superstar.
Chiaramente si tratterà di un incontro nel pugilato, poiché non ci sarebbe nessuna possibilità per il filippino di sopravvivere ai calci di Buakaw più di un minuto.
Il thailandese, d'altra parte, non è noto per la sua pugilistica brillante (al contrario dei suoi middle kick leggendari) e non è ben chiaro quale tipo di scontro si vedrà, considerando il suo stile "statico" di fronte al combattere dinamico e scoppiettante di PacMan.
Il peso pare non sia un problema: Manny è salito fino ai 73.1 kg per il suo ultimo match esibizione contro il "marzialista" DK Yoo, mentre Buakaw, a dispetto della sua fisicità possente, ha segnato 70 kg al suo ultimo match contro Rukiya Anpo.
Dalla sua, Pacquiao ha la capacità di sembrare "sempreverde" e nonostante sia ben lontano dagli antichi fasti dei match contro Cotto, De La Hoya o Barrera, il Senatore ancora mostra fibra ed energia da vendere.
Lo stesso non si può dire di Buakaw, che al netto degli ultimi match "da libretto", non è certo più "il thai che spaventava il mondo intero" ai tempi del K-1 World Max, tritando a suon di clinch, ginocchiate e middle kick fighter di eccellenza come Nieky Holzken, John Wayne Parr, Dhzabar Askerov, Gago Drago, Mike Zambidis, Andy Souwer o Masato.
Buakaw è uno dei thaiboxer più decorati nella storia di questo sport, avendo disputato più di 270 incontri in carriera. È un ex campione del mondo di Muay Thai WMC e WBC e ha vinto il torneo K-1 World Max in due diverse occasioni. Buakaw si sarebbe ritirato nel 2019, ma da allora ha disputato vari match-esibizione, compreso un match nel Bare Knuckle Fighting Championship nel 2022 dove ha mandato KO Erkan Varol al primo round. Pare che il prossimo scontro sul ring della BKFC sia contro il re della Muay Thai Saenchai, il 5 novembre 2023 a BKFC 5: match che nessun vero appassionato di boxe thailandese vorrebbe vedere.
Manny Pacquiao, ovviamente, non ha bisogno di presentazioni. 'PacMan' è uno dei pugili più amati nella storia di questo sport, diventando il primo e unico campione del mondo in otto divisioni conquistando 12 titoli diversi durante la sua illustre carriera. È stato anche il primo pugile a vincere il campionato lineare in cinque diverse classi di peso. Pacquiao ha combattuto per più di 25 anni ma recentemente si è concentrato sulla sua carriera politica, servendo come senatore delle Filippine dal 2016 al 2022.
Con un un record di 62-8, la sua ultima apparizione da professionista è arrivata contro Yordenis Ugás nell'agosto 2021, quando ha subito una sconfitta per decisione unanime. Un mese dopo avrebbe annunciato il suo ritiro dallo sport. "La mia carriera di pugile è già finita. Faccio boxe da molto tempo e la mia famiglia dice che è abbastanza", ha detto Pacquiao a Toni Gonzaga in un'intervista del settembre 2021.
Quindi vedremo un match tra due leggende ultraquarantenni di due diverse discipline, già in pensione: e questo dovrebbe essere uno "spettacolo imperdibile".
Abbiamo bisogno di queste sceneggiate? Onestamente, no.
Piuttosto, ci piacerebbe vedere chi ha fatto la storia di una disciplina da combattimento passare il suo sapere ad altri, facendo crescere giovani fighter e continuando ad influenzare il mondo del fighting con la propria esperienza.
Ma si sa: tenere un combattente fuori dal ring (o dal tatami, o dalla gabbia che sia) è difficile: e allora, quantomeno, rimaniamo nell'ambito della decenza, se proprio vogliamo fare match esibizione, evitando crossover senza senso che non rendono certo onore alle gloriose gesta di ognuno di loro. Almeno Mike Tyson vs. Roy Jones Jr. è stato un commovente tuffo nel passato ed ha ribadito l'ovvio: ossia che il tempo è tiranno e vince sempre.
D'altra parte, la massa di oggi vuole vedere questo e questi match sono la risposta alla domanda interiore che tutti si pongono: "chi vincerebbe tra... ?".
Già: chi vincerebbe tra Muhammad Ali e Mike Tyson? Chi vincerebbe tra Mike Zambidis e Vasily Lomachenko? Chi vincerebbe tra Giorgio Petrosyan e Duilio Loi? Tra Bruce Lee e Luigi Minchillo? Tra Van Damme e Tony Jaa?
Sono domande che dovrebbero rimanere ironia da pub, per farsi due risate di fronte ad una birra: invece pare siano il motore di un numero sempre più alto di "supermatch" (?), seguitissimi sui social, sulle PPV e dal vivo.
Così abbiamo Oscar de la Hoya vs. Shaquille O'Neal, Tyson Fury vs Francis Ngannou (ma diamo a Ngannou la chance di fare un improbabile miracolo), Conor McGregor vs Floyd Mayweather Jr. (pietà!), anzi "Floyd Mayweather Jr. contro chiunque gli faccia guadagnare un po' di soldi", Jake Paul idem con patate (l'ultima follia è quella contro Nate Diaz) e così via.
Fra l'altro, la risposta a quella domanda non sarà mai corretta. Se anche PacMan dovesse mandare KO Buakaw, cosa alquanto improbabile, non avreste mai la risposta a "chi è veramente il più forte". Primo, perché quella risposta non esiste, tout-court. Secondo, perché non abbiamo confrontato due sportivi con le rispettive "armi". Terzo, perché non li abbiamo confrontati all'apice della loro carriera, ma solo quando erano l'ombra di loro stessi.
Ma la cieca ignoranza delle masse di oggi guida il mercato e non vuole sentire né ragione né cuore: d'altra parte, come è noto, "pecunia non olet". Il match tra etica e denaro ha già un vincitore, purtroppo.