Il pugile nigeriano Olanrewaju, 40, muore sul ring
Il pugile nigeriano Gabriel Oluwasegun Olanrewaju è morto sul ring ad Accra durante un match contro Jonathan Mbanugu. Aperta un'indagine sulla tragedia.
Il pugile nigeriano Olanrewaju, 40, muore sul ring
La serata di sabato 29 marzo 2025, al Bukom Boxing Arena di Accra, Ghana, ha avuto un epilogo tragico per il mondo della boxe internazionale. Il match tra il pugile nigeriano Gabriel Oluwasegun Olanrewaju e il ghanese Jonathan Mbanugu, valido per un incontro internazionale sugli otto round nella categoria dei pesi mediomassimi, si è concluso drammaticamente con la morte di Olanrewaju, collassato improvvisamente durante la terza ripresa.
Olanrewaju, noto con il soprannome di "Success", aveva 40 anni e un record professionistico di 13 vittorie (12 delle quali per KO), 8 sconfitte e 2 pareggi. Ex campione nazionale nigeriano e titolare del titolo della West African Boxing Union (WABU), il pugile aveva già combattuto con avversari di alto livello e si presentava al match con la determinazione che lo aveva sempre contraddistinto. Mbanugu, dal canto suo, era motivato a sfruttare l'occasione di confrontarsi con un pugile esperto davanti al pubblico di casa.
Il primo round è iniziato con Olanrewaju all'attacco, deciso a sfruttare la sua velocità e precisione nei colpi, mettendo subito sotto pressione Mbanugu. Quest'ultimo ha però risposto bene, mantenendo la calma e colpendo in modo preciso durante le fasi di contrattacco. Nel secondo round, l'equilibrio ha dominato, con entrambi i pugili che hanno alternato fasi di studio a scambi rapidi ed intensi, mantenendo alta l'incertezza sull'esito finale del match. Nulla faceva presagire quanto sarebbe successo pochi minuti dopo.
Durante il terzo round, dopo alcuni scambi non particolarmente violenti, Olanrewaju ha iniziato a indietreggiare, assumendo una postura difensiva e appoggiandosi alle corde senza che ci fosse stato alcun colpo significativo da parte di Mbanugu. In pochi istanti, il pugile nigeriano ha perso conoscenza, accasciandosi al suolo. Immediatamente, il referee Richard Amevi ha interrotto il match, chiamando con urgenza il medico di bordo ring e i paramedici per soccorrere il pugile.
Nonostante gli sforzi del personale medico, inclusa una tempestiva rianimazione cardiopolmonare sul ring, Olanrewaju è stato trasportato d'urgenza al Korle-Bu Teaching Hospital, dove è stato dichiarato deceduto circa mezz'ora dopo il ricovero. Il video dell'incidente, rapidamente diventato virale sui social media, mostra chiaramente che la perdita di conoscenza è avvenuta senza un colpo diretto evidente, sollevando interrogativi sulle condizioni di salute del pugile al momento dell'incontro.
In seguito alla tragedia, sono arrivate immediatamente le reazioni di cordoglio e le dichiarazioni ufficiali dal mondo della boxe. Remi Aboderin, segretario generale della Nigeria Boxing Board of Control (NBBC), ha espresso il proprio dolore ai microfoni di BBC Sport Africa, dichiarando: "Siamo devastati, non è una situazione che avremmo mai immaginato. Faremo tutto ciò che è necessario per stare vicini alla famiglia di Gabriel. Lui era un guerriero del ring, un pugile coraggioso e senza paura."

Il Ministro dello Sport e della Ricreazione del Ghana, Kofi Iddie Adams, ha espresso le sue condoglianze ufficiali, promettendo massima collaborazione nelle indagini per comprendere le cause della tragedia e annunciando l'intenzione di rafforzare le misure di sicurezza per la tutela degli atleti durante i match.
La Ghana Boxing Authority (GBA), che aveva approvato l'idoneità fisica di Olanrewaju in coordinamento con la NBBC, ha annunciato l'apertura di un'indagine dettagliata per chiarire definitivamente le circostanze del tragico evento. Nel comunicato ufficiale si legge: "Oluwasegun era stato dichiarato in piena forma fisica dalla NBBC prima del match. Faremo luce su quanto accaduto per garantire che simili tragedie non si ripetano in futuro."
Il triste epilogo dell'incontro ha sollevato nuovamente dubbi e riflessioni sulla sicurezza nella boxe professionistica, riaprendo il dibattito sulla necessità di controlli ancora più rigorosi per garantire l'incolumità degli atleti. Il mondo della boxe piange così la perdita di un pugile rispettato e amato, con la speranza che dalla tragedia possano nascere nuovi e più efficaci protocolli di sicurezza.