Oktagon: Martine Michieletto sconfitta annuncia uno stop, Faraoni campione tra le polemiche
La regina della Muay Thai Martine Michieletto perde e annuncia uno stop, Mattia Faraoni vince il titolo ISKA tra le polemiche a Oktagon VdA 2025
Oktagon: Martine Michieletto sconfitta annuncia uno stop, Faraoni campione tra le polemiche
Una serata di grandi emozioni e colpi di scena si è consumata al Courmayeur Sport Center sabato 7 giugno 2025, in occasione della 28ª edizione di Oktagon Valle d’Aosta. La beniamina di casa Martine Michieletto ha subito una sorprendente sconfitta per KO tecnico e ha annunciato tra le lacrime la decisione di fermarsi, mentre il romano Mattia Faraoni si è laureato nuovo campione mondiale ISKA dei pesi supermassimi grazie a una vittoria per squalifica nel co-main event.
Martine Michieletto cade e annuncia lo stop
La fuoriclasse valdostana Martine Michieletto, già otto volte campionessa del mondo, combatteva per conquistare il suo nono titolo iridato davanti al pubblico di casa. Di fronte a quasi 2.000 spettatori accorsi al Courmayeur Sport Center, la campionessa ha vissuto una serata amara: Michieletto è stata sconfitta per KO tecnico alla terza ripresa dalla portoghese Débora Évora, numero 8 del ranking mondiale.
Nel terzo round Évora ha atterrato due volte la beniamina locale andando a segno al corpo; dopo il secondo atterramento, causato da una ginocchiata all’addome, il maestro Manuel Bethaz (coach e compagno di Martine) ha segnalato all’arbitro la resa, ponendo fine al match. Il pubblico valdostano, inizialmente carico di entusiasmo, è rimasto gelato di fronte a un esito che nessuno dimenticherà facilmente.
Subito dopo la proclamazione della vincitrice, una Michieletto visibilmente provata ha preso il microfono per rivolgersi ai suoi tifosi. "Ringrazio tutti quelli che oggi sono venuti a sostenermi" – ha detto la pluricampionessa di Donnas – "purtroppo non è andata come speravo, adesso ho bisogno di uno stop". Con queste parole, pronunciate in lacrime, la “Muay Thai Queen” italiana ha lasciato intendere la necessità di una pausa dall’attività agonistica.
A spiegare le ragioni di questa decisione è stato il maestro Manuel Béthaz, rivelando immediatamente al pubblico una realtà difficile con cui Martine combatte da tempo: "Martine soffre dal 2018 di una grave malattia autoimmune alla tiroide, il morbo di Basedow. La malattia […] non le permette di allenarsi come vorrebbe", ha dichiarato l’allenatore, riferendosi all’ipertiroidismo che da anni affligge l’atleta. Béthaz ha aggiunto che la sua atleta ha combattuto gli ultimi match in condizioni proibitive, citando un recente intervento al naso di due settimane prima dovuto a complicazioni della malattia, e che il fisico di Martine fatica sempre di più negli allenamenti. "Avevamo iniziato a parlare di ritiro, ma non voleva che fosse un match di comodo e abbiamo scelto un’avversaria forte. È andata così, si vince e si perde, oggi la regina è caduta… Di sicuro adesso deve fermarsi", ha concluso amaramente il coach valdostano. Non è ancora certo se si tratterà di un ritiro definitivo, ma di certo la Michieletto – autentica leggenda della kickboxing italiana – dovrà prendersi una pausa dopo 15 anni di carriera ai massimi livelli.
Faraoni vince il titolo tra le polemiche
Nel co-main event della serata il pubblico ha assistito a un epilogo concitato e controverso. Il ben noto fighter romano Mattia Faraoni, già campione mondiale ISKA della categoria -95 kg, affrontava il gigante rumeno Claudiu Istrate (soprannominato “The Grizzly”) per la cintura vacante dei pesi supermassimi +100 kg. Il match, già infuocatosi nel face-to-face pre-gara sullo SkyWay Monte Bianco, è finito a sorpresa dopo appena 87 secondi dall’inizio del primo round. Istrate è partito all’assalto e ha mandato al tappeto Faraoni più volte con colpi proibiti – ripetute gomitate e ganci diretti alla nuca – facendo immediatamente esplodere le proteste dell’angolo italiano.
L’arbitro, dopo aver già richiamato ufficialmente il rumeno per il primo colpo irregolare, ha fermato l’incontro e squalificato Istrate davanti alla reiterazione di falli evidenti. Faraoni è stato così dichiarato vincitore per squalifica e si è laureato nuovo campione mondiale ISKA dei pesi supermassimi, sebbene in un clima surreale. Il finale anticipato ha suscitato malumore nel palazzetto: Istrate, richiamato più volte dal suo maestro Mauro Samperi a combattere con calma e correttezza, ha lasciato il ring prima della lettura del verdetto in aperta polemica, accolto dai fischi sonori del pubblico di Courmayeur. Faraoni, pur felice per il titolo conquistato, non ha potuto festeggiare una vittoria limpida sul ring, commentando a caldo con delusione per l’esito arrivato “a tavolino” – una conclusione ben diversa dallo spettacolo che anche lui avrebbe voluto offrire ai fan.
Gli altri incontri della serata
Oltre alle due sfide principali, la kermesse di Courmayeur ha proposto diversi incontri di alto livello, tra cui altri tre match validi per titoli mondiali. Nel mondiale di Muay Thai -57 kg, il francese Ismael Staub ha mantenuto la cintura iridata battendo ai punti l’italiano Giuseppe Gennuso. A seguire, l’italo-marocchino Mustapha Haida ha conquistato il titolo mondiale (categoria -75 kg) imponendosi per KO tecnico alla seconda ripresa sull’azzurro Christian Guiderdone.
La ricca undercard pomeridiana di Oktagon Valle d’Aosta ha regalato subito spettacolo con alcune promesse emergenti. Ha aperto la serata la vittoria netta di Ouassim Touzi su Antonio Mosca nei -70 kg, mentre Alessandro Farina si è imposto su Aman Catalin nei -63,5 kg. Grande entusiasmo sugli spalti per l’idolo locale Pietro Bellini (Fighting Club Valle d’Aosta) che, al suo esordio a Oktagon, ha superato nettamente ai punti Dennis Tardanico nel derby tutto italiano dei -58 kg, tra gli applausi calorosi del palazzetto. Grazie a questi risultati e a una cornice unica ai piedi del Monte Bianco, Oktagon ha confermato ancora una volta il suo prestigio, regalando alla Valle d’Aosta una notte memorabile di kickboxing internazionale.