Bivol infligge la prima sconfitta in carriera a Beterbiev e gli strappa tutte le cinture
Dmitry Bivol ha battuto ai punti Artur Beterbiev in un rematch perfetto sul piano pugilistico, diventando così campione unificato
Bivol infligge la prima sconfitta in carriera a Beterbiev e gli strappa tutte le cinture
La notte di sabato 22 febbraio 2025, al leggendario Kingdom Arena di Riyadh, si è disputato uno degli scontri più attesi nel panorama mondiale della boxe. Dmitry Bivol (22-0, 11 KO) ha affrontato Artur Beterbiev (20-1, 20 KO) in un rematch destinato a restare nella storia, con il pugile russo che ha messo fine all’inarrestabile serie di vittorie del campione daghestano, vincendo per decisione unanime (116-112, 115-113, 114-114) e strappandogli le cinture WBA, WBC, WBO e IBF, diventando così campione unificato.
Il combattimento era originariamente previsto per il 1° giugno, ma un infortunio di Beterbiev lo ha costretto a ritirarsi dal combattimento il 3 maggio scorso.
Il match si è aperto con una fase di studio reciproco: nel primo round, Bivol, 33 anni, ha sfruttato il suo jab letale per mantenere il trentanovenne Beterbiev a distanza, mentre quest’ultimo cercava di trovare gli spazi giusti per colpire. Nei round dal secondo al sesto, la superiorità tecnica di Bivol è emersa con chiarezza: grazie a un footwork impeccabile e a combinazioni veloci, il pugile russo ha imposto un ritmo serrato, facendo addirittura vacillare il campione in alcuni momenti cruciali.
Sugli spalti le leggende del ring Roberto Duran e Prince Naseem Hamed sono balzati in piedi dopo che Bivol è riuscito a connettere alcune combinazioni e Beterbiev ha replicato con i suoi power shot: tutto il match è stato un grande esercizio di stile e la riprova che il pugilato vero è ancora vivo.
Il settimo round ha segnato il punto di svolta: un gancio sinistro ben calibrato ha costretto Beterbiev a difendersi, mentre Bivol, sempre in controllo, ha continuato a dettare i tempi dello scontro con scambi intensi e continui attacchi. Nei round finali (dal decimo al dodicesimo), il pugile russo ha saputo neutralizzare i tentativi disperati di Beterbiev di ribaltare la situazione, chiudendo il match con una prestazione che ha fatto esplodere il pubblico presente.
Due giudici si sono espressi in maniera chiara: 116-112 e 115-113, mentre un altro giudice ha dato un improbabile pari a 114. Alla lettura dei cartellini si è alzato il braccio di Bivol al cielo, tuttavia non c'è stata nessuna celebrazione eccessiva all'angolo: tutto si è mantenuto sobrio mentre, una volta tanto, vinceva la vera boxe.
Dmitry Bivol ha commentato la vittoria affermando:
"Volevo lavorarmelo dal primo round alla fine del dodicesimo. Ero il migliore. Mi stavo spingendo, ero più sicuro di me e più leggero. Volevo assolutamente la vittoria".

Artur Beterbiev, visibilmente deluso, ha ammesso:
"Non volevo il rematch, non è stata mia la scelta, ma nessun problema. Possiamo anche fare la trilogia se ne abbiamo bisogno"
Turki Alalshikh, l’organizzatore dell’evento, ha sottolineato l’importanza storica del match:
“Un incontro epocale che segna la chiusura di un’era nei pesi massimi leggeri. Questo scontro rimarrà per sempre impresso nella memoria degli appassionati di boxe.”
Il match, disputato davanti a 35.000 spettatori, si è svolto in un’atmosfera surreale, con un montepremi totale di 20 milioni di dollari, distribuito tra i due fighter.
La vittoria di Bivol è frutto di una strategia accurata: un jab esplosivo, un movimento laterale costante e una difesa impenetrabile hanno fatto la differenza in un match combattuto su ogni round.
Per la prima volta da tempo la vera boxe si è riappropriata del ring: nessuna sceneggiata nell'ingresso sul ring, nessun sangue amaro e finto dissing pre match. I due grandissimi pugili sono entrati nel quadrato come avversari e non come nemici.